La presente ricerca affronta il delicatissimo tema delle vaccinazioni obbligatorie e, più in generale, delle politiche vaccinali adottate in Italia, inserendosi in un percorso di studi relativo al topic del Disaster Risk Reduction. La vaccinazione è uno strumento sanitario estremamente efficace per combattere la diffusione di numerose malattie epidemiche che, altrimenti, si abbatterebbero sulle nostre comunità come veri flagelli della natura. Il funzionamento della profilassi è piuttosto semplice: si inocula nella persona materiale antigenico che stimola naturalmente la produzione di anticorpi protettivi. La protezione immunitaria si stabilisce normalmente dopo qualche settimana, pertanto il trattamento assume un carattere preventivo e viene somministrato a persone sane per proteggerle da una ipotetica, ma non certa, infezione. La profilassi vaccinale oltre a promuovere la salute dei singoli è molto efficace anche per tutelare la collettività poiché interrompe la catena del contagio, potendo, a volte, arrivare addirittura ad eradicare del tutto la malattia. Per questo la pratica vaccinale assume un evidente valore sociale. Tuttavia, non basta immunizzare un numero indeterminato di individui (di solito bambini), per raggiungere una soddisfacente protezione contro la diffusione delle malattie. Infatti, la soglia minima di popolazione che deve essere vaccinata per garantire un beneficio alla collettività è di almeno il 90%1 . La vaccinazione, quindi, persegue al contempo il benessere del singolo e quello della comunità a cui questo appartiene.Questi trattamenti sanitari, però, quasi sempre presentano una percentuale, seppur molto bassa, comunque ineliminabile, di casi in cui l’inoculazione provoca la morte o conseguenze avverse permanenti molto gravi. Poiché la vaccinazione è somministrata ad individui sani, spesso infanti, le notizie di effetti collaterali creano molto sgomento nella popolazione. Da questo fatto si è originato il paradosso per cui gli stessi elementi delle politiche di immunizzazione che costituiscono punti di forza, hanno inesorabilmente iniziato ad essere percepiti come debolezze. Difatti, l’opinione pubblica nel corso dei secoli è passata da una cieca fiducia nei vaccini alla messa in discussione della loro efficacia e salubrità. Ciò è dovuto anche alla scomparsa dalla memoria collettiva delle esperienze tragiche connesse alle epidemie. La diffidenza vaccinale porta quindi gli individui a ragionare egoisticamente e a non sottoporsi all’inoculazione preferendo assumere il rischio di contrarre la malattia. Questo atteggiamento genera un rilevante problema per la società che si trova esposta al pericolo di epidemie e recrudescenze di infezioni che invece è indispensabile tenere a bada attraverso dei programmi di prevenzione pensati per tutelare la salute della collettività ed in particolare delle persone più fragili. In queste situazioni occorre allora stabilire quando si possa parlare di un interesse della collettività alla salute, se questo possa giustificare l’imposizione di una vaccinazione ad un individuo, con quali limiti, e se esista un relativo dovere di salute; chi e come debba assumere tale scelta e, ancora, cosa accada quando l’immunizzazione non è destinata all’adulto ma al minore e quali siano le garanzie e tutele da riconoscere a colui che da sano si è ammalato a causa dell’inoculazione. Queste sono alcune questioni di diritto costituzionale che il presente lavoro inquadra e affronta. Lo studio si articola in cinque capitoli. Il primo capitolo, partendo dall’esegesi dell’art. 2 Cost., approfondisce la categoria dei doveri costituzionali ed analizza il principio di solidarietà da cui questi traggono il fondamento. Successivamente, è stata valutata la configurabilità di un dovere di salute e sono stati esaminati i principi che guidano le scelte pubbliche inerenti alla protezione della salute.Il secondo capitolo si incentra sul diritto alla salute. Nello specifico, prendendo le mosse da una analisi letterale dell’art. 32 Cost., è stato affrontato il tema della fondamentalità della salute, anche nel bilanciamento con altri diritti ed interessi costituzionalmente protetti. Lo studio prosegue ricostruendo l’evoluzione del diritto alla salute e dando conto delle varie posizioni giuridiche soggettive che trovano tutela nell’art. 32 Cost.. La seconda parte del capitolo si concentra invece sul comma secondo dell’art. 32 Cost., è stata quindi offerta una definizione di trattamento sanitario ed analizzata la riserva di legge nonché il limite del “rispetto della persona umana”. Infine, è stata scandagliata la normativa e la giurisprudenza in tema di indennizzo conseguente al danno causato dal trattamento sanitario obbligatorio o raccomandato, mettendo in evidenza come il principio di solidarietà svolga un ruolo chiave nella risoluzione di questi conflitti. Il terzo capitolo entra nel cuore della materia offrendo una ricostruzione storico- normativa sull’obbligo vaccinale e sulle politiche incentrate sulla raccomandazione, sia regionale che statale. Inoltre, è stato dato conto delle più recenti ed importanti pronunce della Corte costituzionale intervenute in materia. Il quarto capitolo tratta le questioni ancora aperte, in particolare vengono analizzati i concetti di “collettività” e “pericolo”, è stato affrontato il tema dell’obiezione di coscienza alla vaccinazione obbligatoria e quello relativo ai trattamenti sanitari imposti ai genitori ma rivolti ai minori. Sempre nello stesso capitolo è stato analizzato il meccanismo di flessibilizzazione di alcuni obblighi vaccinali contenuti nella Legge 31 luglio 2017, n. 119, mettendone in luce alcune criticità ma al contempo valorizzando la scelta del legislatore di facilitare il passaggio dalla tecnica dell’obbligo a quella della raccomandazione. Sono state inoltre commentate due ordinanze regionali che impongono la vaccinazione antinfluenzale in tempo di pandemia da Covid-19 ed è stato osservato come la crisi sanitaria abbia segnato un cambio di passo rispetto alle politiche nazionali promosse fino ad ora. L’ultimo capitolo offre una panoramica dei nuovi problemi di ordine costituzionale legati alla vaccinazione da Covid-19. In particolare, viene affrontata la questione della scarsità dei vaccini e dei criteri di priorità. Sono altresì proposteriflessioni conclusive sull’opportunità di imporre la vaccinazione contro la Covid-19 e le criticità relative alla previsione di un onere vaccinale.

Vaccinazioni obbligatorie e politiche vaccinali tra dovere di solidarietà e autodeterminazione individuale. Le coordinate costituzionali.

PASSANANTI, FULVIA
2021-09-30

Abstract

La presente ricerca affronta il delicatissimo tema delle vaccinazioni obbligatorie e, più in generale, delle politiche vaccinali adottate in Italia, inserendosi in un percorso di studi relativo al topic del Disaster Risk Reduction. La vaccinazione è uno strumento sanitario estremamente efficace per combattere la diffusione di numerose malattie epidemiche che, altrimenti, si abbatterebbero sulle nostre comunità come veri flagelli della natura. Il funzionamento della profilassi è piuttosto semplice: si inocula nella persona materiale antigenico che stimola naturalmente la produzione di anticorpi protettivi. La protezione immunitaria si stabilisce normalmente dopo qualche settimana, pertanto il trattamento assume un carattere preventivo e viene somministrato a persone sane per proteggerle da una ipotetica, ma non certa, infezione. La profilassi vaccinale oltre a promuovere la salute dei singoli è molto efficace anche per tutelare la collettività poiché interrompe la catena del contagio, potendo, a volte, arrivare addirittura ad eradicare del tutto la malattia. Per questo la pratica vaccinale assume un evidente valore sociale. Tuttavia, non basta immunizzare un numero indeterminato di individui (di solito bambini), per raggiungere una soddisfacente protezione contro la diffusione delle malattie. Infatti, la soglia minima di popolazione che deve essere vaccinata per garantire un beneficio alla collettività è di almeno il 90%1 . La vaccinazione, quindi, persegue al contempo il benessere del singolo e quello della comunità a cui questo appartiene.Questi trattamenti sanitari, però, quasi sempre presentano una percentuale, seppur molto bassa, comunque ineliminabile, di casi in cui l’inoculazione provoca la morte o conseguenze avverse permanenti molto gravi. Poiché la vaccinazione è somministrata ad individui sani, spesso infanti, le notizie di effetti collaterali creano molto sgomento nella popolazione. Da questo fatto si è originato il paradosso per cui gli stessi elementi delle politiche di immunizzazione che costituiscono punti di forza, hanno inesorabilmente iniziato ad essere percepiti come debolezze. Difatti, l’opinione pubblica nel corso dei secoli è passata da una cieca fiducia nei vaccini alla messa in discussione della loro efficacia e salubrità. Ciò è dovuto anche alla scomparsa dalla memoria collettiva delle esperienze tragiche connesse alle epidemie. La diffidenza vaccinale porta quindi gli individui a ragionare egoisticamente e a non sottoporsi all’inoculazione preferendo assumere il rischio di contrarre la malattia. Questo atteggiamento genera un rilevante problema per la società che si trova esposta al pericolo di epidemie e recrudescenze di infezioni che invece è indispensabile tenere a bada attraverso dei programmi di prevenzione pensati per tutelare la salute della collettività ed in particolare delle persone più fragili. In queste situazioni occorre allora stabilire quando si possa parlare di un interesse della collettività alla salute, se questo possa giustificare l’imposizione di una vaccinazione ad un individuo, con quali limiti, e se esista un relativo dovere di salute; chi e come debba assumere tale scelta e, ancora, cosa accada quando l’immunizzazione non è destinata all’adulto ma al minore e quali siano le garanzie e tutele da riconoscere a colui che da sano si è ammalato a causa dell’inoculazione. Queste sono alcune questioni di diritto costituzionale che il presente lavoro inquadra e affronta. Lo studio si articola in cinque capitoli. Il primo capitolo, partendo dall’esegesi dell’art. 2 Cost., approfondisce la categoria dei doveri costituzionali ed analizza il principio di solidarietà da cui questi traggono il fondamento. Successivamente, è stata valutata la configurabilità di un dovere di salute e sono stati esaminati i principi che guidano le scelte pubbliche inerenti alla protezione della salute.Il secondo capitolo si incentra sul diritto alla salute. Nello specifico, prendendo le mosse da una analisi letterale dell’art. 32 Cost., è stato affrontato il tema della fondamentalità della salute, anche nel bilanciamento con altri diritti ed interessi costituzionalmente protetti. Lo studio prosegue ricostruendo l’evoluzione del diritto alla salute e dando conto delle varie posizioni giuridiche soggettive che trovano tutela nell’art. 32 Cost.. La seconda parte del capitolo si concentra invece sul comma secondo dell’art. 32 Cost., è stata quindi offerta una definizione di trattamento sanitario ed analizzata la riserva di legge nonché il limite del “rispetto della persona umana”. Infine, è stata scandagliata la normativa e la giurisprudenza in tema di indennizzo conseguente al danno causato dal trattamento sanitario obbligatorio o raccomandato, mettendo in evidenza come il principio di solidarietà svolga un ruolo chiave nella risoluzione di questi conflitti. Il terzo capitolo entra nel cuore della materia offrendo una ricostruzione storico- normativa sull’obbligo vaccinale e sulle politiche incentrate sulla raccomandazione, sia regionale che statale. Inoltre, è stato dato conto delle più recenti ed importanti pronunce della Corte costituzionale intervenute in materia. Il quarto capitolo tratta le questioni ancora aperte, in particolare vengono analizzati i concetti di “collettività” e “pericolo”, è stato affrontato il tema dell’obiezione di coscienza alla vaccinazione obbligatoria e quello relativo ai trattamenti sanitari imposti ai genitori ma rivolti ai minori. Sempre nello stesso capitolo è stato analizzato il meccanismo di flessibilizzazione di alcuni obblighi vaccinali contenuti nella Legge 31 luglio 2017, n. 119, mettendone in luce alcune criticità ma al contempo valorizzando la scelta del legislatore di facilitare il passaggio dalla tecnica dell’obbligo a quella della raccomandazione. Sono state inoltre commentate due ordinanze regionali che impongono la vaccinazione antinfluenzale in tempo di pandemia da Covid-19 ed è stato osservato come la crisi sanitaria abbia segnato un cambio di passo rispetto alle politiche nazionali promosse fino ad ora. L’ultimo capitolo offre una panoramica dei nuovi problemi di ordine costituzionale legati alla vaccinazione da Covid-19. In particolare, viene affrontata la questione della scarsità dei vaccini e dei criteri di priorità. Sono altresì proposteriflessioni conclusive sull’opportunità di imporre la vaccinazione contro la Covid-19 e le criticità relative alla previsione di un onere vaccinale.
30-set-2021
Doctoral course in Fundamental Rights in the Global Society
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