La prima giurisprudenza dei T.A.R. sull’art. 35 del D.Lgs. n. 80/98 sembra essere destinata ad essere superata dal révirement della Cassazione in tema di risarcimento dei danni per interessi legittimi (n. 500/1999). Nello stesso tempo merita di essere segnalato come le pronunce dei T.A.R. che hanno ammesso il risarcimento dei danni sembrano aver accolto alcuni criteri che non paiono del tutto compatibili con quelli enunciati nella sentenza n. 500/1999 delle Sezioni Unite. In particolare, nelle pronunce dei T.A.R. non assume alcun rilievo l’elemento soggettivo, rappresentato dalla colpa o dal dolo. Il diritto al risarcimento è stato riconosciuto in conseguenza della illegittimità del provvedimento lesivo, senza ulteriori indagini sull’elemento soggettivo. D’altra parte, non si può ritenere neppure che in questa giurisprudenza l’esclusione dell’elemento soggettivo derivasse dal fatto che il risarcimento avrebbe riguardato lesioni di interessi c.d. oppositivi. I giudici amministrativi non sembrano aver dato rilievo, ai fini risarcitori, alla distinzione tra interessi legittimi oppositivi, vale a dire diritti soggettivi affievoliti, ed interessi legittimi pretensivi. Tant’è vero, come ho già accennato, la tutela risarcitoria prevista dall’art. 35 del decreto n. 80/98 è stata di recente riconosciuta dai T.A.R. proprio per posizioni tradizionalmente considerate di interessi legittimi pretensivi, come sono quelle vantate dal privato nel campo degli appalti e dell’edilizia

Ultimi orientamenti dei giudici amministrativi in tema di risarcimento della lesione di interessi legittimi

RODOLFO MASERA S
1999-01-01

Abstract

La prima giurisprudenza dei T.A.R. sull’art. 35 del D.Lgs. n. 80/98 sembra essere destinata ad essere superata dal révirement della Cassazione in tema di risarcimento dei danni per interessi legittimi (n. 500/1999). Nello stesso tempo merita di essere segnalato come le pronunce dei T.A.R. che hanno ammesso il risarcimento dei danni sembrano aver accolto alcuni criteri che non paiono del tutto compatibili con quelli enunciati nella sentenza n. 500/1999 delle Sezioni Unite. In particolare, nelle pronunce dei T.A.R. non assume alcun rilievo l’elemento soggettivo, rappresentato dalla colpa o dal dolo. Il diritto al risarcimento è stato riconosciuto in conseguenza della illegittimità del provvedimento lesivo, senza ulteriori indagini sull’elemento soggettivo. D’altra parte, non si può ritenere neppure che in questa giurisprudenza l’esclusione dell’elemento soggettivo derivasse dal fatto che il risarcimento avrebbe riguardato lesioni di interessi c.d. oppositivi. I giudici amministrativi non sembrano aver dato rilievo, ai fini risarcitori, alla distinzione tra interessi legittimi oppositivi, vale a dire diritti soggettivi affievoliti, ed interessi legittimi pretensivi. Tant’è vero, come ho già accennato, la tutela risarcitoria prevista dall’art. 35 del decreto n. 80/98 è stata di recente riconosciuta dai T.A.R. proprio per posizioni tradizionalmente considerate di interessi legittimi pretensivi, come sono quelle vantate dal privato nel campo degli appalti e dell’edilizia
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