Introduzione. L’introduzione nelle strutture pubbliche di erogatori di acqua potabile collegati alla rete idrica può contribuire alla riduzione dell’utilizzo di plastica, ma al contempo, in caso di manutenzione e utilizzo non adeguati, pone un rischio per la salute legato a potenziali contaminazioni microbiologiche. Materiali e Metodi. In questo contesto, nel corso di 8 settimane, sono stati analizzati campioni di acqua erogati da 8 distributori (prodotti tutti dalla stessa azienda) collegati alla rete idrica comunale, ubicati presso diverse strutture didattiche e amministrative dell’Università degli Studi di Camerino. Le analisi chimiche (eseguite prima e dopo il passaggio dell’acqua nei dispositivi) hanno riguardato i seguenti parametri: pH, conducibilità elettrica, residuo fisso, durezza, cloruri, solfati, nitrati, nitriti, ammoniaca. Le analisi microbiologiche hanno riguardato la ricerca di Enterococchi intestinali, Escherichia coli, Coliformi totali, Pseudomonas aeruginosa, Staphylococcus aureus e conteggio delle colonie a 22 °C e 37 °C, sia su campioni di acqua erogata (filtrazione) sia attraverso l’esecuzione di tamponi sulle bocchette di fuoriuscita dell’acqua dai dispenser. Risultati. Non sono state rilevate differenze nei parametri chimici relativi all’acqua prima e dopo il passaggio nel dispenser. Dalle analisi microbiologiche emerge che in nessun campione sono stati riscontrati Coliformi totali, E. coli, Enterococchi e S. aureus. La presenza di Pseudomonadaceae di vario tipo è stata invece riscontrata in 3 su 8 erogatori. Per quanto concerne i tamponi, oltre alle Pseudomonadaceae sono state riscontrate anche diverse specie di Stafilococco, tra cui S. aureus. Si ipotizza che le contaminazioni siano ascrivibili a una sanificazione non adeguata delle macchine, ma anche a un impiego non corretto da parte dell’utilizzatore (es., contatto del collo delle borracce sulle bocchette di fuoriuscita dell’acqua). Conclusioni. Dallo studio emerge la necessità di adozione di un adeguato piano di sicurezza per l’acqua erogata da tali dispositivi, associato a chiare procedure di manutenzione, a un monitoraggio ambientale periodico, e all’educazione del consumatore al corretto utilizzo, al fine di limitare il rischio per la salute.

Valutazione delle condizioni igieniche dell’acqua prelevata da distributori automatici collegati alla rete idrica comunale presso strutture universitarie

MATTIA ACITO;LAURA OLIVIERI;LUCIANA MORICHETTI;ANNA CELESTINO;IOLANDA GRAPPASONNI
2026-01-01

Abstract

Introduzione. L’introduzione nelle strutture pubbliche di erogatori di acqua potabile collegati alla rete idrica può contribuire alla riduzione dell’utilizzo di plastica, ma al contempo, in caso di manutenzione e utilizzo non adeguati, pone un rischio per la salute legato a potenziali contaminazioni microbiologiche. Materiali e Metodi. In questo contesto, nel corso di 8 settimane, sono stati analizzati campioni di acqua erogati da 8 distributori (prodotti tutti dalla stessa azienda) collegati alla rete idrica comunale, ubicati presso diverse strutture didattiche e amministrative dell’Università degli Studi di Camerino. Le analisi chimiche (eseguite prima e dopo il passaggio dell’acqua nei dispositivi) hanno riguardato i seguenti parametri: pH, conducibilità elettrica, residuo fisso, durezza, cloruri, solfati, nitrati, nitriti, ammoniaca. Le analisi microbiologiche hanno riguardato la ricerca di Enterococchi intestinali, Escherichia coli, Coliformi totali, Pseudomonas aeruginosa, Staphylococcus aureus e conteggio delle colonie a 22 °C e 37 °C, sia su campioni di acqua erogata (filtrazione) sia attraverso l’esecuzione di tamponi sulle bocchette di fuoriuscita dell’acqua dai dispenser. Risultati. Non sono state rilevate differenze nei parametri chimici relativi all’acqua prima e dopo il passaggio nel dispenser. Dalle analisi microbiologiche emerge che in nessun campione sono stati riscontrati Coliformi totali, E. coli, Enterococchi e S. aureus. La presenza di Pseudomonadaceae di vario tipo è stata invece riscontrata in 3 su 8 erogatori. Per quanto concerne i tamponi, oltre alle Pseudomonadaceae sono state riscontrate anche diverse specie di Stafilococco, tra cui S. aureus. Si ipotizza che le contaminazioni siano ascrivibili a una sanificazione non adeguata delle macchine, ma anche a un impiego non corretto da parte dell’utilizzatore (es., contatto del collo delle borracce sulle bocchette di fuoriuscita dell’acqua). Conclusioni. Dallo studio emerge la necessità di adozione di un adeguato piano di sicurezza per l’acqua erogata da tali dispositivi, associato a chiare procedure di manutenzione, a un monitoraggio ambientale periodico, e all’educazione del consumatore al corretto utilizzo, al fine di limitare il rischio per la salute.
2026
266
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