Nei processi di trasformazione delle città prende sempre più piede una logica insediativa volta al risparmio del suolo, e le discipline di programmazione urbana sembrano progressivamente orientarsi verso strategie di riuso e riciclaggio di tessuti già esistenti. In questo scenario i numerosi ‘paesaggi dell’abbandono’ presenti nelle città contemporanee assumono un valore di risorsa e di opportunità per le pratiche del progetto. In particolare in Italia si ravvisa una declinazione specifica di queste opere in abbandono, quella dei resti dell’architettura del Tardo Moderno italiano. Si tratta di opere d’autore realizzate tra gli anni sessanta e ottanta del Novecento e oggi abbandonate, cadute in disuso, mai terminate e prossime alla demolizione. La presenza ormai diffusa di questi materiali negli scenari urbani pone il problema della gestione di tali rovine, e dunque della valutazione delle possibili strategie d‘intervento. Tali realtà rivelano il valore di necessità delle pratiche di riuso e riciclaggio, e rendono evidente l’urgenza di un consolidamento, in termini di consapevolezza e di normativa, delle operazioni sull’esistente.

Scarti urbani e pratiche di riciclaggio

Giulia Menzietti
2012-01-01

Abstract

Nei processi di trasformazione delle città prende sempre più piede una logica insediativa volta al risparmio del suolo, e le discipline di programmazione urbana sembrano progressivamente orientarsi verso strategie di riuso e riciclaggio di tessuti già esistenti. In questo scenario i numerosi ‘paesaggi dell’abbandono’ presenti nelle città contemporanee assumono un valore di risorsa e di opportunità per le pratiche del progetto. In particolare in Italia si ravvisa una declinazione specifica di queste opere in abbandono, quella dei resti dell’architettura del Tardo Moderno italiano. Si tratta di opere d’autore realizzate tra gli anni sessanta e ottanta del Novecento e oggi abbandonate, cadute in disuso, mai terminate e prossime alla demolizione. La presenza ormai diffusa di questi materiali negli scenari urbani pone il problema della gestione di tali rovine, e dunque della valutazione delle possibili strategie d‘intervento. Tali realtà rivelano il valore di necessità delle pratiche di riuso e riciclaggio, e rendono evidente l’urgenza di un consolidamento, in termini di consapevolezza e di normativa, delle operazioni sull’esistente.
2012
262
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