Lo sviluppo di ciascun individuo, di una comunità, della società, non può prescindere dalla conoscenza dell’ambiente. Gli spazi vitali dell’umanità sono soggetti a dinamiche ed equilibri la cui conoscenza è di fondamentale impor- tanza ai fini della stessa sopravvivenza. L’Antropocene (Crutzen, 2006), ormai integrato da ulteriori definizioni – Capitalocene, Chthulucene – tutte improntate sugli effetti per lo più nefasti delle azioni antropiche (Moore, 2017; Haraway, 2019), ci mette di fronte a un’improcrastinabile necessità di cambiare rotta, di invertire la tendenza (Bauman, 1997), per salvare il nostro pianeta e permettere la stessa sopravvivenza di noi umani, che siamo parte integrante di un ecosistema dinamico e complesso. La conoscenza dell’ambiente è la base imprescindibile per poter avviare un progetto di cambiamento che – ora più che mai – deve essere avviato senza remore (Lugeri et al., 2009). Dal punto di vista tecnico scientifico, la ricerca si pone come obiettivi l’analisi e il monitoraggio dello stato dell’ambiente naturale, e ne studia dinamiche ed evoluzioni attraverso la realizzazione di modelli basati su sistemi aggiornabili, multi scalari, in grado di contenere un ampio range di informazioni inerenti agli aspetti fisici, biotici ed antropici del territorio, considerati sia singolarmente che nella loro integrazione e reciproca interazione. Un approccio sistemico, dunque, che tenga conto di tutti gli aspetti che costituiscono la complessità che la natura stessa presenta (Naveh et al., 1994; Turner et al., 2001).

La comunicazione scientifica non convenzionale per la prevenzione del ri- schio ambientale e la valorizzazione delle risorse territoriali

Piero Farabollini;Francesca Lugeri
2021

Abstract

Lo sviluppo di ciascun individuo, di una comunità, della società, non può prescindere dalla conoscenza dell’ambiente. Gli spazi vitali dell’umanità sono soggetti a dinamiche ed equilibri la cui conoscenza è di fondamentale impor- tanza ai fini della stessa sopravvivenza. L’Antropocene (Crutzen, 2006), ormai integrato da ulteriori definizioni – Capitalocene, Chthulucene – tutte improntate sugli effetti per lo più nefasti delle azioni antropiche (Moore, 2017; Haraway, 2019), ci mette di fronte a un’improcrastinabile necessità di cambiare rotta, di invertire la tendenza (Bauman, 1997), per salvare il nostro pianeta e permettere la stessa sopravvivenza di noi umani, che siamo parte integrante di un ecosistema dinamico e complesso. La conoscenza dell’ambiente è la base imprescindibile per poter avviare un progetto di cambiamento che – ora più che mai – deve essere avviato senza remore (Lugeri et al., 2009). Dal punto di vista tecnico scientifico, la ricerca si pone come obiettivi l’analisi e il monitoraggio dello stato dell’ambiente naturale, e ne studia dinamiche ed evoluzioni attraverso la realizzazione di modelli basati su sistemi aggiornabili, multi scalari, in grado di contenere un ampio range di informazioni inerenti agli aspetti fisici, biotici ed antropici del territorio, considerati sia singolarmente che nella loro integrazione e reciproca interazione. Un approccio sistemico, dunque, che tenga conto di tutti gli aspetti che costituiscono la complessità che la natura stessa presenta (Naveh et al., 1994; Turner et al., 2001).
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