Da alcuni anni, soprattutto nell’ambito del dibattito sulla sostenibilità ambientale, si è tornati a discutere e riflettere sulla natura come fonte primaria di ispirazione per la risoluzione dei problemi tecnologici e progettuali dell’uomo; come “modello, misura e mentore” nello sviluppo di soluzioni progettuali innovative e realmente sostenibili; come straordinaria banca-dati di espedienti biologici e di innovazioni utili a designer, ingegneri, architetti, da trasferire nella progettazione e produzione dei propri artefatti; come laboratorio di idee per uno sviluppo innovativo e sostenibile. Da sempre l’uomo ha imitato e si è ispirato alla natura per trovare soluzioni efficaci ed efficienti, prima per la sua sopravvivenza sul pianeta, poi per l’accrescimento del comfort e della qualità del proprio habitat e della propria vita. Nell’ideazione e progettazione dei propri artefatti ha imitato continuamente strutture, forme, proporzioni geometriche, colori, ritmi, simmetrie, funzioni degli organismi biologici con differenti finalità. Ma quale è il motivo, oggi, di un rinnovato interesse per la natura? Quali nuovi fattori riaprono il dibattito della cultura del progetto sulla necessità di tornare ad apprendere gli insegnamenti di “madre natura”? Nell’attuale scenario scientifico-culturale emergono due principali fattori che consentono di considerare in modo nuovo l’approccio biomimetico al design, soprattutto come un contributo molto promettente per il raggiungimento degli obiettivi della sostenibilità ambientale. Questi due significativi fattori sono: - Il recente sviluppo di nuove conoscenze e di nuovi strumenti scientifici e tecnologici capaci di analizzare, descrivere, e persino riprodurre, aspetti, fenomeni, processi della natura finora inediti ed inesplorati: in particolare lo sviluppo e gli importanti contributi delle nanoscienze e delle nanotecnologie che consentono di comprendere la realtà e di produrre artefatti alla scala nanometrica. - L’attuale fase di maturità del dibattito sulla sostenibilità ambientale, caratterizzato da nuove consapevolezze: la necessità, da un lato, di un cambiamento radicale del modello di sviluppo e di una drastica riduzione del consumo di risorse ambientali delle società industriali mature e la constatazione, dall’altro, della lentezza e dell’inefficienza dei cambiamenti nella direzione della sostenibilità, nonostante le notevoli risorse finanziarie, tecnologiche e umane, messe in campo. Pertanto, il quadro culturale di riferimento, che motiva e contestualizza il rinnovato interesse da parte della cultura del design per le innovazioni prodotte dalla natura, è caratterizzato: - da un lato, dalle nanoscienze che ci consentono di indagare la natura alla scala nanometrica e scoprire in essa fenomeni e processi nuovi ed estremamente efficienti in termini prestazionali, energetici e di impiego di risorse, che prima non eravamo in grado di leggere e comprendere e che le nanotecnologie possono riprodurre e applicare nello sviluppo di processi e prodotti con caratteristiche inimmaginabili finora; - dall’altro lato, dall’attuale fase di maturità del percorso verso la sostenibilità ambientale dei paesi industrializzati che rende sempre più urgente un modello di sviluppo realmente sostenibile, in cui si prenda davvero sul serio il concetto di “sostenibilità forte”, che non si limita al rispetto della carrying capacity del pianeta, ma che comprende il concetto di “rigenerazione” del “capitale naturale” da lasciare alle generazioni future per soddisfare i propri bisogni, non sostituibili con “capitale costruito”, cioè con beni prodotti. All’interno di questo quadro culturale di riferimento, l’articolo ha l’obiettivo di selezionare ed approfondire alcuni contributi teorici che sottolineano ed evidenziano il crescente interesse per l’approccio biomimetico e per la Biomimesi, in differenti ambiti disciplinari, ed in particolare nel design, in quanto scienza e campo di ricerca particolarmente promettente per contribuire alle necessarie e radicali innovazioni da apportare al nostro sistema di produzione e consumo, all’attuale modello di sviluppo economico e ai nostri stili di vita nell’ottica della sostenibilità ambientale.

Il contributo della Biomimesi per un design sostenibile, bio-ispirato e rigenerativo

PIETRONI, Lucia
2011

Abstract

Da alcuni anni, soprattutto nell’ambito del dibattito sulla sostenibilità ambientale, si è tornati a discutere e riflettere sulla natura come fonte primaria di ispirazione per la risoluzione dei problemi tecnologici e progettuali dell’uomo; come “modello, misura e mentore” nello sviluppo di soluzioni progettuali innovative e realmente sostenibili; come straordinaria banca-dati di espedienti biologici e di innovazioni utili a designer, ingegneri, architetti, da trasferire nella progettazione e produzione dei propri artefatti; come laboratorio di idee per uno sviluppo innovativo e sostenibile. Da sempre l’uomo ha imitato e si è ispirato alla natura per trovare soluzioni efficaci ed efficienti, prima per la sua sopravvivenza sul pianeta, poi per l’accrescimento del comfort e della qualità del proprio habitat e della propria vita. Nell’ideazione e progettazione dei propri artefatti ha imitato continuamente strutture, forme, proporzioni geometriche, colori, ritmi, simmetrie, funzioni degli organismi biologici con differenti finalità. Ma quale è il motivo, oggi, di un rinnovato interesse per la natura? Quali nuovi fattori riaprono il dibattito della cultura del progetto sulla necessità di tornare ad apprendere gli insegnamenti di “madre natura”? Nell’attuale scenario scientifico-culturale emergono due principali fattori che consentono di considerare in modo nuovo l’approccio biomimetico al design, soprattutto come un contributo molto promettente per il raggiungimento degli obiettivi della sostenibilità ambientale. Questi due significativi fattori sono: - Il recente sviluppo di nuove conoscenze e di nuovi strumenti scientifici e tecnologici capaci di analizzare, descrivere, e persino riprodurre, aspetti, fenomeni, processi della natura finora inediti ed inesplorati: in particolare lo sviluppo e gli importanti contributi delle nanoscienze e delle nanotecnologie che consentono di comprendere la realtà e di produrre artefatti alla scala nanometrica. - L’attuale fase di maturità del dibattito sulla sostenibilità ambientale, caratterizzato da nuove consapevolezze: la necessità, da un lato, di un cambiamento radicale del modello di sviluppo e di una drastica riduzione del consumo di risorse ambientali delle società industriali mature e la constatazione, dall’altro, della lentezza e dell’inefficienza dei cambiamenti nella direzione della sostenibilità, nonostante le notevoli risorse finanziarie, tecnologiche e umane, messe in campo. Pertanto, il quadro culturale di riferimento, che motiva e contestualizza il rinnovato interesse da parte della cultura del design per le innovazioni prodotte dalla natura, è caratterizzato: - da un lato, dalle nanoscienze che ci consentono di indagare la natura alla scala nanometrica e scoprire in essa fenomeni e processi nuovi ed estremamente efficienti in termini prestazionali, energetici e di impiego di risorse, che prima non eravamo in grado di leggere e comprendere e che le nanotecnologie possono riprodurre e applicare nello sviluppo di processi e prodotti con caratteristiche inimmaginabili finora; - dall’altro lato, dall’attuale fase di maturità del percorso verso la sostenibilità ambientale dei paesi industrializzati che rende sempre più urgente un modello di sviluppo realmente sostenibile, in cui si prenda davvero sul serio il concetto di “sostenibilità forte”, che non si limita al rispetto della carrying capacity del pianeta, ma che comprende il concetto di “rigenerazione” del “capitale naturale” da lasciare alle generazioni future per soddisfare i propri bisogni, non sostituibili con “capitale costruito”, cioè con beni prodotti. All’interno di questo quadro culturale di riferimento, l’articolo ha l’obiettivo di selezionare ed approfondire alcuni contributi teorici che sottolineano ed evidenziano il crescente interesse per l’approccio biomimetico e per la Biomimesi, in differenti ambiti disciplinari, ed in particolare nel design, in quanto scienza e campo di ricerca particolarmente promettente per contribuire alle necessarie e radicali innovazioni da apportare al nostro sistema di produzione e consumo, all’attuale modello di sviluppo economico e ai nostri stili di vita nell’ottica della sostenibilità ambientale.
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