Negli ultimi decenni, soprattutto nell’ambito del dibattito sulla sostenibilità ambientale, si è tornati a riflettere sulla natura come fonte primaria di ispirazione per la risoluzione dei problemi tecnologici e progettuali dell’uomo: come “modello, misura e mentore” nello sviluppo di soluzioni innovative e realmente sostenibili; come banca-dati di espedienti biologici e di innovazioni utili a designer, ingegneri e architetti; come laboratorio di idee per uno sviluppo di progetti capaci di coniugare innovazione e sostenibilità. L’uomo ha sempre imitato e osservato la natura per trovare soluzioni efficaci, prima per la sua sopravvivenza sul pianeta, poi per il miglioramento del comfort e della qualità della sua vita. Nella progettazione dei propri artefatti ha sempre tratto ispirazione da strutture, forme, proporzioni, simmetrie, colori e funzioni degli organismi viventi. Oggi, tuttavia, il rinnovato interesse per la natura nasce da condizioni nuove. Nell’attuale scenario scientifico-culturale emergono infatti due fattori principali che consentono di considerare in modo nuovo l’approccio biomimetico al design, soprattutto come contributo promettente al raggiungimento degli obiettivi della sostenibilità ambientale. Da un lato, lo sviluppo di nuove conoscenze e di nuovi strumenti scientifici e tecnologici e, in particolare, l’affermarsi delle nanoscienze e nanotecnologie che ha generato un vero e proprio cambiamento di paradigma scientifico, hanno consentito di analizzare, descrivere e riprodurre aspetti, fenomeni e processi naturali, finora inediti o inesplorati. Dall’altro lato, l’attuale fase di maturità del dibattito sulla sostenibilità ambientale ha reso sempre più evidente la necessità di un cambiamento radicale dell’attuale modello di sviluppo, di una drastica riduzione del consumo di risorse ambientali e del superamento della lentezza e dell’inefficienza dei cambiamenti finora avviati. Il quadro culturale di riferimento è quindi caratterizzato, da una parte, dalla possibilità di indagare la natura alla scala nanometrica e scoprire processi e fenomeni estremamente efficienti in termini energetici, prestazionali e di uso delle risorse, che prima non eravamo in grado di comprendere e che oggi possono essere riprodotti e applicati nello sviluppo di processi e prodotti eco-innovativi; dall’altra, dall’urgenza di un modello di sviluppo realmente sostenibile, fondato sul concetto di “sostenibilità forte”, che non si limiti al rispetto della carrying capacity del pianeta, ma includa la rigenerazione del capitale naturale da lasciare alle generazioni future, non sostituibile con capitale costruito. All’interno di questo framework, la biomimesi assume un rilievo crescente in differenti ambiti disciplinari e, in particolare, nel design, in quanto campo di ricerca particolarmente promettente per contribuire alle necessarie trasformazioni dell’attuale sistema di produzione e consumo, del modello di sviluppo economico e degli stili di vita nell’ottica della sostenibilità ambientale.
Progettare imitando la natura: il contributo della biomimesi al design sostenibile
Lucia Pietroni
2026-01-01
Abstract
Negli ultimi decenni, soprattutto nell’ambito del dibattito sulla sostenibilità ambientale, si è tornati a riflettere sulla natura come fonte primaria di ispirazione per la risoluzione dei problemi tecnologici e progettuali dell’uomo: come “modello, misura e mentore” nello sviluppo di soluzioni innovative e realmente sostenibili; come banca-dati di espedienti biologici e di innovazioni utili a designer, ingegneri e architetti; come laboratorio di idee per uno sviluppo di progetti capaci di coniugare innovazione e sostenibilità. L’uomo ha sempre imitato e osservato la natura per trovare soluzioni efficaci, prima per la sua sopravvivenza sul pianeta, poi per il miglioramento del comfort e della qualità della sua vita. Nella progettazione dei propri artefatti ha sempre tratto ispirazione da strutture, forme, proporzioni, simmetrie, colori e funzioni degli organismi viventi. Oggi, tuttavia, il rinnovato interesse per la natura nasce da condizioni nuove. Nell’attuale scenario scientifico-culturale emergono infatti due fattori principali che consentono di considerare in modo nuovo l’approccio biomimetico al design, soprattutto come contributo promettente al raggiungimento degli obiettivi della sostenibilità ambientale. Da un lato, lo sviluppo di nuove conoscenze e di nuovi strumenti scientifici e tecnologici e, in particolare, l’affermarsi delle nanoscienze e nanotecnologie che ha generato un vero e proprio cambiamento di paradigma scientifico, hanno consentito di analizzare, descrivere e riprodurre aspetti, fenomeni e processi naturali, finora inediti o inesplorati. Dall’altro lato, l’attuale fase di maturità del dibattito sulla sostenibilità ambientale ha reso sempre più evidente la necessità di un cambiamento radicale dell’attuale modello di sviluppo, di una drastica riduzione del consumo di risorse ambientali e del superamento della lentezza e dell’inefficienza dei cambiamenti finora avviati. Il quadro culturale di riferimento è quindi caratterizzato, da una parte, dalla possibilità di indagare la natura alla scala nanometrica e scoprire processi e fenomeni estremamente efficienti in termini energetici, prestazionali e di uso delle risorse, che prima non eravamo in grado di comprendere e che oggi possono essere riprodotti e applicati nello sviluppo di processi e prodotti eco-innovativi; dall’altra, dall’urgenza di un modello di sviluppo realmente sostenibile, fondato sul concetto di “sostenibilità forte”, che non si limiti al rispetto della carrying capacity del pianeta, ma includa la rigenerazione del capitale naturale da lasciare alle generazioni future, non sostituibile con capitale costruito. All’interno di questo framework, la biomimesi assume un rilievo crescente in differenti ambiti disciplinari e, in particolare, nel design, in quanto campo di ricerca particolarmente promettente per contribuire alle necessarie trasformazioni dell’attuale sistema di produzione e consumo, del modello di sviluppo economico e degli stili di vita nell’ottica della sostenibilità ambientale.| File | Dimensione | Formato | |
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