economici d’Italia e, per molti aspetti, d’Europa. Basti pensare all’enorme significanza ecologica e culturale del monachesimo che, per gran parte del Medioevo e del Rinascimento, ha irrorato queste montagne di cultura e rispetto per la natura. Oggi, purtroppo, dell’esito di quei secoli rimane pochissimo o quasi nulla poiché tra loro e noi si sono frapposti i secoli dell’età moderna e contemporanea (XVIII, XIX e parte del XX secolo) che hanno totalmente alterato lo stato biologico dei luoghi. Cosa è successo in quei decenni non così lontani da noi? Un recente studio ha dimostrato come nell’Appennino l’uso del suolo è fortemente cambiato tra il 1850 ed il 2010 con importanti implicazioni su struttura, composizione e funzionamento degli ecosistemi forestali e pastorali. Nel 1850 il paesaggio montano tra i 700 ed i 1500 m di altitudine era composto principalmente da pascoli (57,3%) e seminativi (29,9%), con le superfici forestali che occupavano meno del 10% del territorio. Questi dati indicano un’ampia devastazione degli ecosistemi naturali avvenuta nel secolo precedente, tanto che i boschi erano ridotti ad occupare solo una porzione marginale dei versanti montani.
L’Appennino umbro-marchigiano. Contesto ambientale, storico, socio-culturale
Andrea Catorci;Paola Scocco
2026-01-01
Abstract
economici d’Italia e, per molti aspetti, d’Europa. Basti pensare all’enorme significanza ecologica e culturale del monachesimo che, per gran parte del Medioevo e del Rinascimento, ha irrorato queste montagne di cultura e rispetto per la natura. Oggi, purtroppo, dell’esito di quei secoli rimane pochissimo o quasi nulla poiché tra loro e noi si sono frapposti i secoli dell’età moderna e contemporanea (XVIII, XIX e parte del XX secolo) che hanno totalmente alterato lo stato biologico dei luoghi. Cosa è successo in quei decenni non così lontani da noi? Un recente studio ha dimostrato come nell’Appennino l’uso del suolo è fortemente cambiato tra il 1850 ed il 2010 con importanti implicazioni su struttura, composizione e funzionamento degli ecosistemi forestali e pastorali. Nel 1850 il paesaggio montano tra i 700 ed i 1500 m di altitudine era composto principalmente da pascoli (57,3%) e seminativi (29,9%), con le superfici forestali che occupavano meno del 10% del territorio. Questi dati indicano un’ampia devastazione degli ecosistemi naturali avvenuta nel secolo precedente, tanto che i boschi erano ridotti ad occupare solo una porzione marginale dei versanti montani.I documenti in IRIS sono protetti da copyright e tutti i diritti sono riservati, salvo diversa indicazione.


