Il contributo si colloca nell'ambito della ricerca Forme di Accoglienza e si sviluppa a partire dal progetto A.M.A.R.E. Atlante delle Migrazioni. Attraversamenti e Radicamenti Europei, ideato dalla rete interateneo Le città di Villard, con l’obiettivo di documentare e mappare la spazializzazione del fenomeno migratorio. Maturata e verificata negli anni 2014- 16, in occasione dei Seminari di progettazione itinerante Villard:16 Pozzallo. Territori Strategici. Antichi sbarchi e nuove mete di libertà1 e Villard:17 Inversione di sguardi e sbarchi. Migrazione, accoglienza, intercultura: l’architettura delle nuove centralità urbane, l’ipotesi di ricerca interpreta il processo migratorio come enzima di trasformazioni che ridisegnano spazi, paesaggi e itinerari, lasciando affiorare nuovi equilibri. Le rotte percorse dai migranti che relazionano città e territori e le impreviste forme di radicamento raccontano mutate esigenze dell’”abitare” contemporaneo che il progetto deve prendere in carico. Nell’ambito degli studi urbani, l’inversione di sguardo che vede le migrazioni quali agenti di rinnovamento delle strutture fisiche e sociali e non come mero fenomeno emergenziale, si radica nella rinnovata consapevolezza circa la continuità di un processo che ha caratterizzato l’intero percorso della civiltà umana, contribuendo alla diffusione e alla ibridazione di modelli insediativi e comunitari.
SPAZI DI COESISTENZA
Marco D'Annuntiis
2026-01-01
Abstract
Il contributo si colloca nell'ambito della ricerca Forme di Accoglienza e si sviluppa a partire dal progetto A.M.A.R.E. Atlante delle Migrazioni. Attraversamenti e Radicamenti Europei, ideato dalla rete interateneo Le città di Villard, con l’obiettivo di documentare e mappare la spazializzazione del fenomeno migratorio. Maturata e verificata negli anni 2014- 16, in occasione dei Seminari di progettazione itinerante Villard:16 Pozzallo. Territori Strategici. Antichi sbarchi e nuove mete di libertà1 e Villard:17 Inversione di sguardi e sbarchi. Migrazione, accoglienza, intercultura: l’architettura delle nuove centralità urbane, l’ipotesi di ricerca interpreta il processo migratorio come enzima di trasformazioni che ridisegnano spazi, paesaggi e itinerari, lasciando affiorare nuovi equilibri. Le rotte percorse dai migranti che relazionano città e territori e le impreviste forme di radicamento raccontano mutate esigenze dell’”abitare” contemporaneo che il progetto deve prendere in carico. Nell’ambito degli studi urbani, l’inversione di sguardo che vede le migrazioni quali agenti di rinnovamento delle strutture fisiche e sociali e non come mero fenomeno emergenziale, si radica nella rinnovata consapevolezza circa la continuità di un processo che ha caratterizzato l’intero percorso della civiltà umana, contribuendo alla diffusione e alla ibridazione di modelli insediativi e comunitari.I documenti in IRIS sono protetti da copyright e tutti i diritti sono riservati, salvo diversa indicazione.


