Percorrendo in salita la strada di Sant’Agostino che dalla spiaggia di Grottammare conduce al nucleo storico del borgo marchigiano, si può notare un villino seicentesco dalla pianta quadrata con un’altana al centro. Questo villino, che si sviluppa su due piani fuori terra e uno seminterrato, è ricoperto da una cortina in laterizio discretamente conservata ed è dotato di un accesso occidentale caratterizzato da una doppia rampa in stile tardobarocco. La sua ubicazione è collocata all’interno di una proprietà che, degradando attraverso dei terrazzamenti, si estende verso il mare. Nel prospetto orientale, tergale a quello della strada principale, si nota un secondo ingresso, inizialmente considerato quello più importante, dal quale attraverso un sentiero era collegato alla via Lauretana. La proprietà originaria era ad appannaggio della famiglia Azzolino e, in particolare, del cardinale Decio Azzolino (1623-1689) noto per aver ricoperto il ruolo di consigliere personale della regina Cristina di Svezia (1626-1689). Il villino, che si riallaccia alla tradizione architettonica del barocco maturo, è tuttora considerato come un esempio piuttosto significativo di residenza familiare suburbana realizzata verso la costa. Il suo giardino monumentale, costituito da giochi d’acqua e da percorsi in parte scoscesi, si rifà a una tradizione seicentesca che trae origine dai giardini in villa del precedente periodo sistino. A un’analisi più attenta, si nota poi una certa somiglianza con il parco Barbarigo di Valsanzibio attribuito nel passato a Luigi Bernini (1612-1681). Allo stesso autore, alcune fonti attribuiscono anche il parco e il villino Azzolino.
Una misconosciuta presenza berniniana a Grottammare: villa Azzolino
Giuseppe Bonaccorso
2025-01-01
Abstract
Percorrendo in salita la strada di Sant’Agostino che dalla spiaggia di Grottammare conduce al nucleo storico del borgo marchigiano, si può notare un villino seicentesco dalla pianta quadrata con un’altana al centro. Questo villino, che si sviluppa su due piani fuori terra e uno seminterrato, è ricoperto da una cortina in laterizio discretamente conservata ed è dotato di un accesso occidentale caratterizzato da una doppia rampa in stile tardobarocco. La sua ubicazione è collocata all’interno di una proprietà che, degradando attraverso dei terrazzamenti, si estende verso il mare. Nel prospetto orientale, tergale a quello della strada principale, si nota un secondo ingresso, inizialmente considerato quello più importante, dal quale attraverso un sentiero era collegato alla via Lauretana. La proprietà originaria era ad appannaggio della famiglia Azzolino e, in particolare, del cardinale Decio Azzolino (1623-1689) noto per aver ricoperto il ruolo di consigliere personale della regina Cristina di Svezia (1626-1689). Il villino, che si riallaccia alla tradizione architettonica del barocco maturo, è tuttora considerato come un esempio piuttosto significativo di residenza familiare suburbana realizzata verso la costa. Il suo giardino monumentale, costituito da giochi d’acqua e da percorsi in parte scoscesi, si rifà a una tradizione seicentesca che trae origine dai giardini in villa del precedente periodo sistino. A un’analisi più attenta, si nota poi una certa somiglianza con il parco Barbarigo di Valsanzibio attribuito nel passato a Luigi Bernini (1612-1681). Allo stesso autore, alcune fonti attribuiscono anche il parco e il villino Azzolino.I documenti in IRIS sono protetti da copyright e tutti i diritti sono riservati, salvo diversa indicazione.


