L’apparente universalità del sistema capitalistico odierno nasconde fratture profonde. Non tutti i territori, né tutte le comunità, partecipano allo stesso modo alla macchina del consumo. Esistono luoghi che, se sottoposti senza mediazioni, alle logiche del capitalismo tradizionale rischiano di smarrire la propria identità. Sono le terre al margine, che solo se pensate attraverso le categorie dello spazio, del tempo e della lentezza hanno la possibilità di trasformarsi in luoghi di innovazione e rigenerazione economica e sociale, poiché racchiudono potenzialità di possibili futuri più equi e giusti. Ciò richiede di considerare il radicamento temporale e spaziale come condizione imprescindibile per progettare modelli di sviluppo più giusti e durevoli. Come ricorda W. Hollitscher(1972, p. 124): “un essere fuori del tempo è un assurdo altrettanto grande quanto un essere fuori dallo spazio”. Questi territori, pur segnati da spopolamento, invecchiamento e perdita di attrattività, custodiscono un patrimonio unico di cultura locale, tradizioni artigianali e conoscenze legate ai contesti di prossimità. Fattori che, se valorizzati, attraverso logiche sottese di economia civile, possono costituire la base di un nuovo modello di progresso etico, alternativo al capitalismo dominante che tiene conto del tempo (umano e della natura), dei luoghi e della comunità.
Ecologia economica. Possibili futuri per territori fragili
Catia Eliana Gentilucci
2026-01-01
Abstract
L’apparente universalità del sistema capitalistico odierno nasconde fratture profonde. Non tutti i territori, né tutte le comunità, partecipano allo stesso modo alla macchina del consumo. Esistono luoghi che, se sottoposti senza mediazioni, alle logiche del capitalismo tradizionale rischiano di smarrire la propria identità. Sono le terre al margine, che solo se pensate attraverso le categorie dello spazio, del tempo e della lentezza hanno la possibilità di trasformarsi in luoghi di innovazione e rigenerazione economica e sociale, poiché racchiudono potenzialità di possibili futuri più equi e giusti. Ciò richiede di considerare il radicamento temporale e spaziale come condizione imprescindibile per progettare modelli di sviluppo più giusti e durevoli. Come ricorda W. Hollitscher(1972, p. 124): “un essere fuori del tempo è un assurdo altrettanto grande quanto un essere fuori dallo spazio”. Questi territori, pur segnati da spopolamento, invecchiamento e perdita di attrattività, custodiscono un patrimonio unico di cultura locale, tradizioni artigianali e conoscenze legate ai contesti di prossimità. Fattori che, se valorizzati, attraverso logiche sottese di economia civile, possono costituire la base di un nuovo modello di progresso etico, alternativo al capitalismo dominante che tiene conto del tempo (umano e della natura), dei luoghi e della comunità.I documenti in IRIS sono protetti da copyright e tutti i diritti sono riservati, salvo diversa indicazione.


