Le neoplasie nel suino, osservabili al mattatoio, sono reperti sporadici a causa della giovane età di macellazione di questa specie. Nel suino i tumori melanocitari cutanei sono i più frequenti; solitamente il melanoma è di tipo congenito con caratteri di ereditarietà in alcune razze (Duroc e suoi incroci) e spesso si osserva una regressione spontanea indotta da una risposta immunitaria cellulo-mediata. Nel presente studio viene descritto un caso di melanoma cutaneo riscontrato in sede di macellazione ordinaria in un suino proveniente da una azienda i cui riproduttori derivano da incroci Duroc x Cinta Senese x Large White, del progetto di ricerca genetica per la selezione del “Suino della Marca”. Il soggetto, di sesso femminile, di 15 mesi di età, con mantello macchiato caratterizzato da aree localmente estese ricoperte da setole di colore marrone scuro-nerastro, all’esame ispettivo post-mortem presentava due lesioni cutanee pigmentate, di colore nero, rilevate. Una era localizzata in area ascellare e l’altra più piccola, in area inguinale. I linfonodi cervicali medi, lievemente aumentanti di volume, in sezione presentavano aree di colore nerastro. Le lesioni prelevate per le indagini istologiche ed immunoistochimiche hanno previsto l’utilizzo dei seguenti anticorpi: Melan-A, PNL2 ed IBA-1. All’esame istologico le neoformazioni cutanee erano caratterizzate dalla presenza di un processo neoplastico localizzato nel derma, di aspetto esofitico, non capsulato, a crescita infiltrante e con invasione della giunzione dermo-epidermica. Il processo appariva costituito dalla proliferazione di cellule poligonali solo raramente fusate, contenenti granuli di melanina, arrangiate a formare trabecole, cordoni e nidi separati da stroma fibroso. I nuclei erano ovoidali e contenevano cromatina a pattern variabile. L’attività mitotica era quantificabile in più di 3 mitosi in 10 campi microscopici a forte ingrandimento. Nei linfonodi cervicali si osservavano cellule macrofagiche contenenti granuli di melanina frammiste ad aggregati di melanociti di aspetto fusato che si addensavano in area sub-capsulare. Dalle analisi immunoistochimiche i melanociti neoplastici presenti nelle neoplasie cutanee e nel linfonodo erano positivi per Melan-A e PNL2 (markers melanocitari) mentre erano negativi per IBA-1 (marker macrofagico). Le lesioni cutanee erano pertanto riferibili a melanoma cutaneo maligno con metastasi linfonodale. In base ai risultati il veterinario predisponeva la distruzione della carcassa. Il rilievo di lesioni cutanee iperpigmentate, all’esame post-mortem può ingenerare nel veterinario ispettore dubbi interpretativi in quanto nel diagnostico differenziale annoverano sia forme non tumorali come la melanosi cutanea che neoplasie melanocitarie benigne e maligne. Pur sapendo dalla letteratura che la grande maggioranza dei tumori melanocitari nel suino regredisce spontaneamente, il riscontro della neoplasia in sede di macellazione pone sempre per un giudizio sfavorevole. Nello specifico caso, il rilievo del melanoma potrebbe essere legato alla maggiore età dell’animale macellato e alla colorazione del mantello, poiché le razze a mantello macchiato o scuro sono geneticamente predisposte. Il riscontro di casi, seppur sporadici, di neoplasie nella specie suina dovrebbero essere oggetto di anamnesi approfondita per implementare le informazioni sulla catena alimentare, elemento prezioso per la corretta gestione dell’allevamento e per la tutela della salute pubblica.

MELANOMA CUTANEO IN UN SUINO REGOLARMENTE MACELLATO

Di Giacomo Loredana;Magi Gian Enrico;Loschi Anna Rita
2023-01-01

Abstract

Le neoplasie nel suino, osservabili al mattatoio, sono reperti sporadici a causa della giovane età di macellazione di questa specie. Nel suino i tumori melanocitari cutanei sono i più frequenti; solitamente il melanoma è di tipo congenito con caratteri di ereditarietà in alcune razze (Duroc e suoi incroci) e spesso si osserva una regressione spontanea indotta da una risposta immunitaria cellulo-mediata. Nel presente studio viene descritto un caso di melanoma cutaneo riscontrato in sede di macellazione ordinaria in un suino proveniente da una azienda i cui riproduttori derivano da incroci Duroc x Cinta Senese x Large White, del progetto di ricerca genetica per la selezione del “Suino della Marca”. Il soggetto, di sesso femminile, di 15 mesi di età, con mantello macchiato caratterizzato da aree localmente estese ricoperte da setole di colore marrone scuro-nerastro, all’esame ispettivo post-mortem presentava due lesioni cutanee pigmentate, di colore nero, rilevate. Una era localizzata in area ascellare e l’altra più piccola, in area inguinale. I linfonodi cervicali medi, lievemente aumentanti di volume, in sezione presentavano aree di colore nerastro. Le lesioni prelevate per le indagini istologiche ed immunoistochimiche hanno previsto l’utilizzo dei seguenti anticorpi: Melan-A, PNL2 ed IBA-1. All’esame istologico le neoformazioni cutanee erano caratterizzate dalla presenza di un processo neoplastico localizzato nel derma, di aspetto esofitico, non capsulato, a crescita infiltrante e con invasione della giunzione dermo-epidermica. Il processo appariva costituito dalla proliferazione di cellule poligonali solo raramente fusate, contenenti granuli di melanina, arrangiate a formare trabecole, cordoni e nidi separati da stroma fibroso. I nuclei erano ovoidali e contenevano cromatina a pattern variabile. L’attività mitotica era quantificabile in più di 3 mitosi in 10 campi microscopici a forte ingrandimento. Nei linfonodi cervicali si osservavano cellule macrofagiche contenenti granuli di melanina frammiste ad aggregati di melanociti di aspetto fusato che si addensavano in area sub-capsulare. Dalle analisi immunoistochimiche i melanociti neoplastici presenti nelle neoplasie cutanee e nel linfonodo erano positivi per Melan-A e PNL2 (markers melanocitari) mentre erano negativi per IBA-1 (marker macrofagico). Le lesioni cutanee erano pertanto riferibili a melanoma cutaneo maligno con metastasi linfonodale. In base ai risultati il veterinario predisponeva la distruzione della carcassa. Il rilievo di lesioni cutanee iperpigmentate, all’esame post-mortem può ingenerare nel veterinario ispettore dubbi interpretativi in quanto nel diagnostico differenziale annoverano sia forme non tumorali come la melanosi cutanea che neoplasie melanocitarie benigne e maligne. Pur sapendo dalla letteratura che la grande maggioranza dei tumori melanocitari nel suino regredisce spontaneamente, il riscontro della neoplasia in sede di macellazione pone sempre per un giudizio sfavorevole. Nello specifico caso, il rilievo del melanoma potrebbe essere legato alla maggiore età dell’animale macellato e alla colorazione del mantello, poiché le razze a mantello macchiato o scuro sono geneticamente predisposte. Il riscontro di casi, seppur sporadici, di neoplasie nella specie suina dovrebbero essere oggetto di anamnesi approfondita per implementare le informazioni sulla catena alimentare, elemento prezioso per la corretta gestione dell’allevamento e per la tutela della salute pubblica.
2023
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/11581/500305
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