L'opera di Johann Lucas von Hildebrandt (1668–1745) è sostanzialmente conosciuta sino alle pieghe delle committenze minori, ma rimane in parte oscura la sua formazione architettonica, circoscritta a una decina di anni, trascorsi perlopiù a Roma dal 1682 al 1693 circa. Le fonti documentano che il giovane Hildebrandt stabilì nel corso del suo apprendistato rapporti continuativi con Carlo Fontana (1638–1714) (figg. 1b, 3) e Giulio Cerutti (doc. 1640/50–1695). E, sebbene non documentati, probabilmente con Abraham Paris (1641–1716).2Ma, aldilà di questi dati, non conosciamo la durata della collaborazione di Hildebrandt con i suoi precettori né i cantieri o i progetti a cui partecipò. Il saggio tenta di fornire alcune risposte a queste domande sinora inevase e legate all’apprendistato dell’architetto. In particolare, le domande ricorrenti potrebbero essere le seguenti: come Hildebrandt entrò in contatto con l’atelier di Carlo Fontana e come prestò, simultaneamente, la sua assistenza all’ingegnere Giulio Cerutti? Il giovane architetto fu presente o meno nella scuola del tecnico Abraham Paris, anch’egli collega e collaboratore di Fontana e di Cerutti? Come era composto l’ambiente professionale romano, in cui il nostro progettista aveva mosso le sue prime esperienze? Chi erano stati i suoi colleghi apprendisti? Per definire meglio l’ambiente in cui il giovane Hildebrandt si muoveva durante la sua variegata formazione si è scelto quindi di analizzare le biografie dei suoi possibili contatti. O comunque la descrizione dei protagonisti che in quegli anni si muovevano sul comune crinale compreso tra l’architettura, l’ingegneria e l’idraulica sia sul piano professionale (Carlo Fontana, Giulio Cerutti, ma anche Abraham Paris e il tecnico papale Cornelis Meyer), sia su quello della frequentazione dei suoi coetanei (Girolamo e Francesco Fontana, con note dedicate anche ad Agostino Cerutti e Romano Fortunato Carapecchia).

Tra architettura e ingegneria: Johann Lucas von Hildebrandt e la sua costellazione romana dal 1682 al 1693 circa (Carlo Fontana, Giulio Cerutti, Abraham Paris e Cornelis Meyer)

Giuseppe Bonaccorso
2025-01-01

Abstract

L'opera di Johann Lucas von Hildebrandt (1668–1745) è sostanzialmente conosciuta sino alle pieghe delle committenze minori, ma rimane in parte oscura la sua formazione architettonica, circoscritta a una decina di anni, trascorsi perlopiù a Roma dal 1682 al 1693 circa. Le fonti documentano che il giovane Hildebrandt stabilì nel corso del suo apprendistato rapporti continuativi con Carlo Fontana (1638–1714) (figg. 1b, 3) e Giulio Cerutti (doc. 1640/50–1695). E, sebbene non documentati, probabilmente con Abraham Paris (1641–1716).2Ma, aldilà di questi dati, non conosciamo la durata della collaborazione di Hildebrandt con i suoi precettori né i cantieri o i progetti a cui partecipò. Il saggio tenta di fornire alcune risposte a queste domande sinora inevase e legate all’apprendistato dell’architetto. In particolare, le domande ricorrenti potrebbero essere le seguenti: come Hildebrandt entrò in contatto con l’atelier di Carlo Fontana e come prestò, simultaneamente, la sua assistenza all’ingegnere Giulio Cerutti? Il giovane architetto fu presente o meno nella scuola del tecnico Abraham Paris, anch’egli collega e collaboratore di Fontana e di Cerutti? Come era composto l’ambiente professionale romano, in cui il nostro progettista aveva mosso le sue prime esperienze? Chi erano stati i suoi colleghi apprendisti? Per definire meglio l’ambiente in cui il giovane Hildebrandt si muoveva durante la sua variegata formazione si è scelto quindi di analizzare le biografie dei suoi possibili contatti. O comunque la descrizione dei protagonisti che in quegli anni si muovevano sul comune crinale compreso tra l’architettura, l’ingegneria e l’idraulica sia sul piano professionale (Carlo Fontana, Giulio Cerutti, ma anche Abraham Paris e il tecnico papale Cornelis Meyer), sia su quello della frequentazione dei suoi coetanei (Girolamo e Francesco Fontana, con note dedicate anche ad Agostino Cerutti e Romano Fortunato Carapecchia).
2025
978-3-7319-1164-7
273
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/11581/498266
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