Gli studi di Murray Schaeffer, a partire dai primi anni settanta, codificano in maniera scientifica il concetto di paesaggio sonoro: l’insieme di suoni, rumori e tracce acustiche che caratterizzano e distinguono un luogo dall’altro. Tale dimensione, sostanziale nell’identità di un sito, può essere usata nella progettazione dello spazio come agente di trasformazione o costruzione di un ambiente. Nell’installazione Entfernte Züge del 1984, Bill Fontana riesce a ricreare la spazialità di un terminal vagoni tra le rovine di una stazione abbandonata usando esclusivamente il suono. Altoparlanti nascosti diffondono l’ambiente sonoro di un altro scalo, in uso e affollatissimo, ed evocano l’immagine della vecchia stazione. Con la semplice immissione del paesaggio sonoro l’artista riesce a dar forma ad un’architettura che non c’è più. Si propone una riflessione sulle possibilità di operare nella progettazione o costruzione degli spazi utilizzando il dispositivo acustico. Si approfondiscono dunque quelle esperienze in cui il paesaggio sonoro interagisce con l’ambiente fino a trasformarne l’uso e la conformazione, mettendo in luce non tanto gli aspetti tecnici, volti al miglioramento del comfort acustico e ambientale, quanto piuttosto la possibilità di lavorare sulla dimensione uditiva di uno sito per amplificarne la percezione, trasformandone la fruizione in un’intensa esperienza sensoriale. In questo senso il Parco della musica di Riola Sardo (2003) diviene un’esperienza esemplare di un disegno dello spazio che impiega e si serve del suono. Il progetto sonoro costituisce la spina dorsale dell’operazione di riqualificazione della zona dismessa. Gli architetti Perra e Roche trasformano una cava abbandonata in un parco tematico della musica, in cui percorsi, installazioni e sculture acustiche orientano l’esplorazione del luogo. Ad una conoscenza eminentemente figurativa dello spazio si sostituisce una percezione globale, che affida al alla dimensione sonora un ruolo fondamentale nel riattivare un sito depresso.
Suoni per riattivare spazi
giulia menzietti
2012-01-01
Abstract
Gli studi di Murray Schaeffer, a partire dai primi anni settanta, codificano in maniera scientifica il concetto di paesaggio sonoro: l’insieme di suoni, rumori e tracce acustiche che caratterizzano e distinguono un luogo dall’altro. Tale dimensione, sostanziale nell’identità di un sito, può essere usata nella progettazione dello spazio come agente di trasformazione o costruzione di un ambiente. Nell’installazione Entfernte Züge del 1984, Bill Fontana riesce a ricreare la spazialità di un terminal vagoni tra le rovine di una stazione abbandonata usando esclusivamente il suono. Altoparlanti nascosti diffondono l’ambiente sonoro di un altro scalo, in uso e affollatissimo, ed evocano l’immagine della vecchia stazione. Con la semplice immissione del paesaggio sonoro l’artista riesce a dar forma ad un’architettura che non c’è più. Si propone una riflessione sulle possibilità di operare nella progettazione o costruzione degli spazi utilizzando il dispositivo acustico. Si approfondiscono dunque quelle esperienze in cui il paesaggio sonoro interagisce con l’ambiente fino a trasformarne l’uso e la conformazione, mettendo in luce non tanto gli aspetti tecnici, volti al miglioramento del comfort acustico e ambientale, quanto piuttosto la possibilità di lavorare sulla dimensione uditiva di uno sito per amplificarne la percezione, trasformandone la fruizione in un’intensa esperienza sensoriale. In questo senso il Parco della musica di Riola Sardo (2003) diviene un’esperienza esemplare di un disegno dello spazio che impiega e si serve del suono. Il progetto sonoro costituisce la spina dorsale dell’operazione di riqualificazione della zona dismessa. Gli architetti Perra e Roche trasformano una cava abbandonata in un parco tematico della musica, in cui percorsi, installazioni e sculture acustiche orientano l’esplorazione del luogo. Ad una conoscenza eminentemente figurativa dello spazio si sostituisce una percezione globale, che affida al alla dimensione sonora un ruolo fondamentale nel riattivare un sito depresso.I documenti in IRIS sono protetti da copyright e tutti i diritti sono riservati, salvo diversa indicazione.


