Risulta sempre più frequente doversi confrontare con la memoria, con la necessità di ricordare. Diversi episodi recenti ci hanno posto di fron- te alla cancellazione, più o meno improvvisa, di frammenti di realtà. Il terremoto del centro Italia, il crollo del Viadotto del Polcevera o della cattedrale di Notre Dame, piuttosto che la lenta consumazione di alcune costruzioni, hanno consegnato ai nostri occhi le immagini di resti di ciò che un tempo era e ora non è più. Crolli e ruderi sono sempre esistiti, ma se prima erano riconducibili allo scorrere del tempo e al tracollo di beni antichi, oggi questi fenomeni sembrano invece appartenere al presente, indifferenti al vecchio o al nuovo o a qualsiasi tipo di categoria. Vanno in rovina edifici recentissimi, costruiti pochi anni prima, e diventano attuali alcuni ruderi del passato, disponibili a nuove interpretazioni del presen- te. Tutto questo sta trasformando la consistenza e la percezione di ciò che chiamiamo patrimonio, ovvero di quei beni, materiali e immateriali, che abbiamo ereditato da chi ci ha preceduto. Questo cambio di scena- rio implica anche la trasformazione delle risposte e delle modalità con le quali approcciare questi nuovi materiali.
Alla ricerca del tempo perduto
Giulia Menzietti
2019-01-01
Abstract
Risulta sempre più frequente doversi confrontare con la memoria, con la necessità di ricordare. Diversi episodi recenti ci hanno posto di fron- te alla cancellazione, più o meno improvvisa, di frammenti di realtà. Il terremoto del centro Italia, il crollo del Viadotto del Polcevera o della cattedrale di Notre Dame, piuttosto che la lenta consumazione di alcune costruzioni, hanno consegnato ai nostri occhi le immagini di resti di ciò che un tempo era e ora non è più. Crolli e ruderi sono sempre esistiti, ma se prima erano riconducibili allo scorrere del tempo e al tracollo di beni antichi, oggi questi fenomeni sembrano invece appartenere al presente, indifferenti al vecchio o al nuovo o a qualsiasi tipo di categoria. Vanno in rovina edifici recentissimi, costruiti pochi anni prima, e diventano attuali alcuni ruderi del passato, disponibili a nuove interpretazioni del presen- te. Tutto questo sta trasformando la consistenza e la percezione di ciò che chiamiamo patrimonio, ovvero di quei beni, materiali e immateriali, che abbiamo ereditato da chi ci ha preceduto. Questo cambio di scena- rio implica anche la trasformazione delle risposte e delle modalità con le quali approcciare questi nuovi materiali.I documenti in IRIS sono protetti da copyright e tutti i diritti sono riservati, salvo diversa indicazione.


