Con una estensione di 180 chilometri, la costa marchigiana si dispiega da Gabicce Mare alla foce del fiume Tronto. È una costa bassa e sabbiosa interrotta nel suo sviluppo lineare dal monte Conero, rilievo dell’Appennino umbro-marchigiano che, per un tratto di circa venti chilometri, cadendo a picco sul mare, genera insenature e piccole spiagge rocciose e sassose. Fatta salva questa eccezione, il suolo in prossimità del mare è pianeggiante e si configura come una fascia di profondità variabile. Entro un campo topologico delineato, la ricerca sulla morfologia del territorio marchigiano, e in generale sull’intero versante medio-adriatico italiano, dovrà rinnovare strumenti e metodi di indagine al fine di comprende le mutevoli dinamiche insediative e di prefigurare progettualmente un riequilibrio urbano-rurale. Riconoscere i nessi tra le cose disperse sul vasto territorio urbanizzato, tentare di mettere a sistema ciò che a prima vista appare disarticolato, esplicitare le possibili relazioni a distanza tra monadi solitarie, riscattare dalla residualità i suoli interstiziali, valorizzare la tassellatura dei suoli agricoli, accogliere le nuove infrastrutture energetiche sono solo alcuni tra i possibili temi su cui condurre nuove indagini topologiche e sperimentare nuove topografie.
Sequenze. La morfologia costiera adriatica
Luigi Coccia
2025-01-01
Abstract
Con una estensione di 180 chilometri, la costa marchigiana si dispiega da Gabicce Mare alla foce del fiume Tronto. È una costa bassa e sabbiosa interrotta nel suo sviluppo lineare dal monte Conero, rilievo dell’Appennino umbro-marchigiano che, per un tratto di circa venti chilometri, cadendo a picco sul mare, genera insenature e piccole spiagge rocciose e sassose. Fatta salva questa eccezione, il suolo in prossimità del mare è pianeggiante e si configura come una fascia di profondità variabile. Entro un campo topologico delineato, la ricerca sulla morfologia del territorio marchigiano, e in generale sull’intero versante medio-adriatico italiano, dovrà rinnovare strumenti e metodi di indagine al fine di comprende le mutevoli dinamiche insediative e di prefigurare progettualmente un riequilibrio urbano-rurale. Riconoscere i nessi tra le cose disperse sul vasto territorio urbanizzato, tentare di mettere a sistema ciò che a prima vista appare disarticolato, esplicitare le possibili relazioni a distanza tra monadi solitarie, riscattare dalla residualità i suoli interstiziali, valorizzare la tassellatura dei suoli agricoli, accogliere le nuove infrastrutture energetiche sono solo alcuni tra i possibili temi su cui condurre nuove indagini topologiche e sperimentare nuove topografie.I documenti in IRIS sono protetti da copyright e tutti i diritti sono riservati, salvo diversa indicazione.


