Non diversamente dal principio di sostenibilità, anche la nozione di resilienza appare debolmente connotata sotto il profilo epistemologico, se non altro per la tendenza di entrambi questi concetti a incoraggiare lo sviluppo di una molteplicità di nessi causali i cui meccanismi generativi non sono stati ancora analizzati in modo approfondito. Ne consegue la difficoltà di pervenire a una definizione rigorosa e univoca dei postulati che si riferiscono alla resilienza, tanto che nell’uso più frequente quest’ultima tende piuttosto ad assumere la natura indeterminata di un principio etico o, in alternativa, di un termine omni-esplicativo applicabile ai contesti più diversi. Nel caso delle discipline che s’interessano più specificamente degli insediamenti umani, sia la resilienza, sia la sostenibilità tendono in molti casi ad alludere all’“ipotesi neo-maltusiana di un graduale e non lontano esaurimento delle risorse non rinnovabili”, ed è in questa chiave che deve intendersi l’urgenza con cui viene sempre più spesso accolto il richiamo alla necessità di proporre il modello di una città resiliente. Ne deriva la necessità di osservare con maggiore attenzione il rapporto che tende a stabilirsi tra la popolazione e il suo territorio, nella convinzione che è proprio il governo di questa complessa interazione a offrire risposte concrete alle principali criticità ambientali, ponendo le premesse per l’affermazione di un nuovo ciclo economico. E’ questo il caso del rapporto che tende a stabilirsi tra il consumo delle risorse naturali, che si traduce in un’impronta ecologica più o meno ampia, e lo Human Development Index (HDI) stimato dalle Nazioni Unite, che costituisce una proxy accettabile della qualità della vita nelle diverse realtà nazionali. Il confronto tra questi due indicatori mette efficacemente in risalto la circostanza per cui il raggiungimento di soddisfacenti livelli di sviluppo umano è spesso avvenuto a detrimento delle dotazioni di capitale naturale, con prevedibili conseguenze negative relativamente alla emissione di gas serra, e con l’effetto di spostare continuamente in avanti il raggiungimento degli obiettivi di sostenibilità fissati a livello internazionale.

Alla scoperta della resilienza urbana

Michele Talia
2018

Abstract

Non diversamente dal principio di sostenibilità, anche la nozione di resilienza appare debolmente connotata sotto il profilo epistemologico, se non altro per la tendenza di entrambi questi concetti a incoraggiare lo sviluppo di una molteplicità di nessi causali i cui meccanismi generativi non sono stati ancora analizzati in modo approfondito. Ne consegue la difficoltà di pervenire a una definizione rigorosa e univoca dei postulati che si riferiscono alla resilienza, tanto che nell’uso più frequente quest’ultima tende piuttosto ad assumere la natura indeterminata di un principio etico o, in alternativa, di un termine omni-esplicativo applicabile ai contesti più diversi. Nel caso delle discipline che s’interessano più specificamente degli insediamenti umani, sia la resilienza, sia la sostenibilità tendono in molti casi ad alludere all’“ipotesi neo-maltusiana di un graduale e non lontano esaurimento delle risorse non rinnovabili”, ed è in questa chiave che deve intendersi l’urgenza con cui viene sempre più spesso accolto il richiamo alla necessità di proporre il modello di una città resiliente. Ne deriva la necessità di osservare con maggiore attenzione il rapporto che tende a stabilirsi tra la popolazione e il suo territorio, nella convinzione che è proprio il governo di questa complessa interazione a offrire risposte concrete alle principali criticità ambientali, ponendo le premesse per l’affermazione di un nuovo ciclo economico. E’ questo il caso del rapporto che tende a stabilirsi tra il consumo delle risorse naturali, che si traduce in un’impronta ecologica più o meno ampia, e lo Human Development Index (HDI) stimato dalle Nazioni Unite, che costituisce una proxy accettabile della qualità della vita nelle diverse realtà nazionali. Il confronto tra questi due indicatori mette efficacemente in risalto la circostanza per cui il raggiungimento di soddisfacenti livelli di sviluppo umano è spesso avvenuto a detrimento delle dotazioni di capitale naturale, con prevedibili conseguenze negative relativamente alla emissione di gas serra, e con l’effetto di spostare continuamente in avanti il raggiungimento degli obiettivi di sostenibilità fissati a livello internazionale.
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