Nel panorama contemporaneo della progettazione dei luoghi dell’abitare umano, siano essi professionali che domestici, si avverte sempre più forte la richiesta di un’offerta di benessere, diffuso e distribuito a tutti i livelli di interazione uomo-ambiente. Se si volesse individuare un minimo comune denominatore caratterizzante l’intera storia dell’architettura, lo si troverebbe proprio nell’abitazione: l’unità fondamentale da cui prende vita ogni possibile discorso sul costruire. Esigenza fondamentale dell’uomo, sia dal punto di vista materiale che psicologico, la casa da sempre costituisce un fattore impossibile da eludere ed un valore giammai sacrificabile. Essere umano ed abitazione rappresentano, quindi, un’unità indivisibile al punto che, come scrisse Martin Heidegger, si può anche affermare, capovolgendo un principio di causa-effetto forse più intuitivo, che noi non abitiamo perché abbiamo costruito, ma costruiamo proprio perché intrinsecamente abitiamo: essere uomo significa abitare. Senza abitazione, in altre parole, non ci sarebbe stato nessun progresso nella nostra autocoscienza e, parimenti, non avremmo avuto nessuna possibilità di evoluzione culturale. Prodotto dello sviluppo umano (in riferimento sia all’autocoscienza che alla cultura), la domanda di comfort abitativo si fa sempre più strada nel mondo dell’architettura che si trova a dover gestire un tema complesso e apparentemente sfuggente: la percezione di un comfort che si modifica, nel suo essere in funzione del momento storico e del luogo geografico, e che sembra avere una natura sia assoluta che relativa. Un argomento, perciò, che non si può dare per scontato e che, anzi, senz’altro merita di essere approfondito e problematizzato. Per la stesura del presente lavoro è stato indispensabile l’apporto di analisi sociologiche, economiche, culturali e scientifiche. Con l’intento di contribuire alla sensibilizzazione degli architetti del domani, si cerca di fornire delle chiavi interpretative sulle cause della trasformazione, sia funzionale, che strutturale, subita dagli ambienti domestici nel corso degli ultimi cinquanta anni. Un’evoluzione che si sta chiaramente orientando nella direzione di un trasferimento del comfort domestico ovunque l’uomo venga a trovarsi: pensiamo, per esempio, all’integrazione all’interno di uno yacht di quei dispositivi tipici della casa, oppure alla comparsa di schermi LCD negli abitacoli delle automobili. L’autore espone e approfondisce questa indagine sul comfort abitativo con puntuali richiami al design contemporaneo e con funzionali riferimenti ai maestri dell’architettura. Ne risulta una trama narrativa che perimetra le variabili implicate nel concetto di comfort e che si focalizza su quelle condizioni che relazioniamo alla percezione del benessere all’interno dello spazio costruito. Tali condizioni (termiche, acustiche, illuminotecniche, olfattive, materiche, prossemiche, ecc.) se, da una parte, possono essere circoscritte ed analizzate separatamente, dall’altra devono essere sapientemente relazionate in rapporti di interdipendenza ed in ottemperanza a principi progettuali rispondenti all’intersezione interattiva sussistente tra canali sensoriali differenti e tra questi e l’ambiente. Oggi, compito fondamentale dell’architetto è, infatti, non solo quello di assolvere a dei vincoli che se non rispettati ostacolerebbero l’ottenimento di elevati livelli di comfort, ma anche quello di esplicitare quei presupposti umani, vissuti al livello d’inconscio, in grado di favorirlo e di incrementarlo. Sotto questa lente, del resto, vanno letti gli indirizzi progettuali volti a rendere gli arredi polifunzionali e personalizzabili dall’utenza. A metà strada tra la disciplina scientifica e quella umanistica, l’architetto di oggi deve percorrere entrambe e saper attingere a molteplici dispositivi concettuali che, in questa proposta narrativa, vengono abilmente organizzati dalla sensibilità di un autore, che più volte, tra le righe, allude ad una funzione maieutica dell’architettura ormai diventata, al pari del comfort, inderogabile.

Comfort e Qualità dell'Abitare

LUPACCHINI, Andrea
2013-01-01

Abstract

Nel panorama contemporaneo della progettazione dei luoghi dell’abitare umano, siano essi professionali che domestici, si avverte sempre più forte la richiesta di un’offerta di benessere, diffuso e distribuito a tutti i livelli di interazione uomo-ambiente. Se si volesse individuare un minimo comune denominatore caratterizzante l’intera storia dell’architettura, lo si troverebbe proprio nell’abitazione: l’unità fondamentale da cui prende vita ogni possibile discorso sul costruire. Esigenza fondamentale dell’uomo, sia dal punto di vista materiale che psicologico, la casa da sempre costituisce un fattore impossibile da eludere ed un valore giammai sacrificabile. Essere umano ed abitazione rappresentano, quindi, un’unità indivisibile al punto che, come scrisse Martin Heidegger, si può anche affermare, capovolgendo un principio di causa-effetto forse più intuitivo, che noi non abitiamo perché abbiamo costruito, ma costruiamo proprio perché intrinsecamente abitiamo: essere uomo significa abitare. Senza abitazione, in altre parole, non ci sarebbe stato nessun progresso nella nostra autocoscienza e, parimenti, non avremmo avuto nessuna possibilità di evoluzione culturale. Prodotto dello sviluppo umano (in riferimento sia all’autocoscienza che alla cultura), la domanda di comfort abitativo si fa sempre più strada nel mondo dell’architettura che si trova a dover gestire un tema complesso e apparentemente sfuggente: la percezione di un comfort che si modifica, nel suo essere in funzione del momento storico e del luogo geografico, e che sembra avere una natura sia assoluta che relativa. Un argomento, perciò, che non si può dare per scontato e che, anzi, senz’altro merita di essere approfondito e problematizzato. Per la stesura del presente lavoro è stato indispensabile l’apporto di analisi sociologiche, economiche, culturali e scientifiche. Con l’intento di contribuire alla sensibilizzazione degli architetti del domani, si cerca di fornire delle chiavi interpretative sulle cause della trasformazione, sia funzionale, che strutturale, subita dagli ambienti domestici nel corso degli ultimi cinquanta anni. Un’evoluzione che si sta chiaramente orientando nella direzione di un trasferimento del comfort domestico ovunque l’uomo venga a trovarsi: pensiamo, per esempio, all’integrazione all’interno di uno yacht di quei dispositivi tipici della casa, oppure alla comparsa di schermi LCD negli abitacoli delle automobili. L’autore espone e approfondisce questa indagine sul comfort abitativo con puntuali richiami al design contemporaneo e con funzionali riferimenti ai maestri dell’architettura. Ne risulta una trama narrativa che perimetra le variabili implicate nel concetto di comfort e che si focalizza su quelle condizioni che relazioniamo alla percezione del benessere all’interno dello spazio costruito. Tali condizioni (termiche, acustiche, illuminotecniche, olfattive, materiche, prossemiche, ecc.) se, da una parte, possono essere circoscritte ed analizzate separatamente, dall’altra devono essere sapientemente relazionate in rapporti di interdipendenza ed in ottemperanza a principi progettuali rispondenti all’intersezione interattiva sussistente tra canali sensoriali differenti e tra questi e l’ambiente. Oggi, compito fondamentale dell’architetto è, infatti, non solo quello di assolvere a dei vincoli che se non rispettati ostacolerebbero l’ottenimento di elevati livelli di comfort, ma anche quello di esplicitare quei presupposti umani, vissuti al livello d’inconscio, in grado di favorirlo e di incrementarlo. Sotto questa lente, del resto, vanno letti gli indirizzi progettuali volti a rendere gli arredi polifunzionali e personalizzabili dall’utenza. A metà strada tra la disciplina scientifica e quella umanistica, l’architetto di oggi deve percorrere entrambe e saper attingere a molteplici dispositivi concettuali che, in questa proposta narrativa, vengono abilmente organizzati dalla sensibilità di un autore, che più volte, tra le righe, allude ad una funzione maieutica dell’architettura ormai diventata, al pari del comfort, inderogabile.
2013
9788860604804
276
File in questo prodotto:
Non ci sono file associati a questo prodotto.

I documenti in IRIS sono protetti da copyright e tutti i diritti sono riservati, salvo diversa indicazione.

Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/11581/262581
 Attenzione

Attenzione! I dati visualizzati non sono stati sottoposti a validazione da parte dell'ateneo

Citazioni
  • ???jsp.display-item.citation.pmc??? ND
  • Scopus ND
  • ???jsp.display-item.citation.isi??? ND
social impact