Gli incidenti domestici costituiscono un problema che ha assunto in questi ultimi anni dimensioni tali da causare un numero di morti di poco inferiore a quelli provocati dagli incidenti stradali rappresentando, in Italia, la quinta causa di morte: ad esempio, nel 1988 sono stati stimati oltre 8.400 decessi (30% circa delle morti accidentali di quell'anno), men- tre i decessi per incidenti stradali, nello stesso arco di tempo, furono circa 9.000 (7). A tutt'oggi gli infortuni domestici hanno fatto registrare, rispetto agli anni 80 un incremento del 20% (13). A livello internazionale, l'OMS, nel progetto "Salute per tutti nell'anno 2000", pone come obiettivo una riduzione del 25% della mortalità per incidenti domestici. In Italia il Piano Sanitario Nazionale 1998-2000 si prefigge all'obiettivo II, "Contrastare le principali patologie", di affrontare il problema degli incidenti domestici, affermando che "l' ampiez- za del fenomeno degli infortuni in ambiente domestico deve, peraltro, rendere consapevo- le la collettività che le mura domestiche rappresentano un ambito di sicurezza solo se sono rispettate condizioni di corretto utilizzo degli spazi e degli oggetti .. ." (5). L'Istituto Superiore di Sanità ha avviato un sistema di rilevazione presso gli ospedali e i centri di pronto soccorso al fine di valutare l'entità del fenomeno; l'ISTAT dal 1987 ha iniziato una indagine allo scopo di evidenziare i casi di incidenti domestici non mortali, anche per quan- to riguarda la popolazione che non fa riferimento all'ospedale o al pronto soccorso. La ricerca, effettuata mediante un questionario (6), ha riguardato alcune città marchi- giane prese a campione ed individuate sulla base di differenti condizioni demografiche, socio-economiche, culturali, logistiche e a differente sviluppo edilizio ed industriale, in modo da ottenere dati il più possibile rappresentativi della situazione della Regione (*). Onde facilitare la raccolta dei dati, si è ricorso alla consegna del questionario ad un cam- pione casuale stratificato in base al tipo di scuola frequentato, di alunni delle Scuole Medie Superiori residenti nelle città campione, da compilare a casa in presenza di tutti i membri della famiglia.

RISCHI CONNESSI CON LA NON OSSERVANZA DELLE PIU' COMUNI NORME DI SICUREZZA IN AMBIENTE DOMESTICO

PETRELLI, Fabio;GRAPPASONNI, Iolanda;
2000

Abstract

Gli incidenti domestici costituiscono un problema che ha assunto in questi ultimi anni dimensioni tali da causare un numero di morti di poco inferiore a quelli provocati dagli incidenti stradali rappresentando, in Italia, la quinta causa di morte: ad esempio, nel 1988 sono stati stimati oltre 8.400 decessi (30% circa delle morti accidentali di quell'anno), men- tre i decessi per incidenti stradali, nello stesso arco di tempo, furono circa 9.000 (7). A tutt'oggi gli infortuni domestici hanno fatto registrare, rispetto agli anni 80 un incremento del 20% (13). A livello internazionale, l'OMS, nel progetto "Salute per tutti nell'anno 2000", pone come obiettivo una riduzione del 25% della mortalità per incidenti domestici. In Italia il Piano Sanitario Nazionale 1998-2000 si prefigge all'obiettivo II, "Contrastare le principali patologie", di affrontare il problema degli incidenti domestici, affermando che "l' ampiez- za del fenomeno degli infortuni in ambiente domestico deve, peraltro, rendere consapevo- le la collettività che le mura domestiche rappresentano un ambito di sicurezza solo se sono rispettate condizioni di corretto utilizzo degli spazi e degli oggetti .. ." (5). L'Istituto Superiore di Sanità ha avviato un sistema di rilevazione presso gli ospedali e i centri di pronto soccorso al fine di valutare l'entità del fenomeno; l'ISTAT dal 1987 ha iniziato una indagine allo scopo di evidenziare i casi di incidenti domestici non mortali, anche per quan- to riguarda la popolazione che non fa riferimento all'ospedale o al pronto soccorso. La ricerca, effettuata mediante un questionario (6), ha riguardato alcune città marchi- giane prese a campione ed individuate sulla base di differenti condizioni demografiche, socio-economiche, culturali, logistiche e a differente sviluppo edilizio ed industriale, in modo da ottenere dati il più possibile rappresentativi della situazione della Regione (*). Onde facilitare la raccolta dei dati, si è ricorso alla consegna del questionario ad un cam- pione casuale stratificato in base al tipo di scuola frequentato, di alunni delle Scuole Medie Superiori residenti nelle città campione, da compilare a casa in presenza di tutti i membri della famiglia.
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