Il condrosarcoma è un tumore maligno caratterizzato dalla proliferazione neoplastica di condrociti con produzione di matrice condroide e fibrillare ma non di matrice osteoide. Tale neoplasia origina sia dalla cartilagine dello scheletro che dalla cartilagine di tessuti extrascheltrici. Nelle specie animali il condrosarcoma è relativamente raro, descritto prevalentemente nelle ossa piatte di pecore e cani adulti appartenenti a razze di grande taglia. Le forme extrascheletriche sono quelle più rare, difatti sono stati descritti pochi casi nel cane ed un solo caso nel bovino. Le segnalazioni di condrosarcomi in specie ittiche sono sporadiche, finora sono stati riportati due casi: uno nel pesce spatola, Polyodon spathula, con localizzazione craniale ed un altro nel killlifish delle mangrovie, Rivulus marmoratus con localizzazione oculare. Nel presente lavoro viene descritto un caso di condrosarcoma oculare in un discus Symphisodon aequifasciatus adulto. L’animale di sesso maschile, mantenuto da diversi anni in un acquario di comunità, è stato sottoposto a visita clinica per una condizione di buftalmia e di anoressia. Il globo oculare è stato successivamente enucleato e fissato in formalina neutra tamponata al 10% per essere sottoposto ad esame istologico. Una settimana dopo l’intervento chirurgico il pesce è deceduto ed è stato sottoposto ad esame necroscopico. Campioni di branchie, rene, milza, fegato, intestino, gonadi e cervello sono stati anch’essi fissati in formalina tamponata al 10%. Le sezioni dei vari tessuti sono state colorate con ematossilina-eosina, Alcian blue-PAS e blu di toluidina. Sui campioni di tessuto oculare sono stati condotti esami immunoistochmici, secondo la tecnica avidina-biotina-perossidasi, al fine di valutare l’esatta istogenesi della neoplsia impiegando un pannello di anticorpi comprendente pancitocheratina (citocheratina AE1/AE3), vimentina, PCNA, collagene II e SOX-9. Esternamente l’occhio appariva estremamente ingrossato e la porzione caudale presentava una massa solida bianco-giallastra protrundente che interessava la sclera e metà della cornea. Sulla sezione di taglio tale massa si infiltrava e si accresceva all’interno della camera, con occlusione e distensione del corpo vitreo. L’esame necroscopico non metteva in evidenza lesioni a carico degli altri organi. La massa oculare appariva istologicamente caratterizzata dalla presenza di un processo neoplastico a crescita espansiva, infiltrante, non capsulato, che invadeva e occludeva quasi totalmente il corpo vitreo, con compressione sulla lente, costituito principalmente da cellule mesenchimali a morfologia ovoidale-fusata, poco differenziate, ad attività mitotica elevata, presentanti nuclei voluminosi e scarso citoplasma, in arrangiamento solido-compatto. In seno a tali aree erano osservabili foci di differenziazione cartilaginea, composti da condroblasti arrangiati a formare isolotti circondati da matrice amorfa condroide basofila. Le cellule neoplastiche invadevano il circostante tessuto muscolare. Nelle aree a differenziazione cartilaginea la matrice si colorava fortemente con l’Alcian blue ed era metacromatica alla colorazione blu di toluidina. Non si osservavano differenziazione osteoide e localizzazioni metastatiche in altri organi. All’esame immunoistochimico le cellule neoplastiche esprimevano un diffuso immunomarcato positivo per la vimentina mentre erano negative alla citocheratina AE1/AE3 ed esprimevano un elevato indice di proliferazione. L’immunocolorazione per la proteina SOX-9, marker indicativo di natura condrocitaria, risultava positiva sia nelle aree indifferenziate che nelle aree a differenziazione cartilaginea. Il collagne II forniva invece un immunosegnale debole. Il dato istopatologico unito a quello immuoistochmico ha permesso di emettere una diagnosi di condrosaroma oculare a partenza dalla cartilagine della sclera. L’immunocolorazione positiva per SOX-9 osservata in questo caso rappresenta la prima dimostrazione immunoistochimica di SOX-9 in un tessuto di in un teleosteo, pertanto anche nei pesci tale proteina può rappresentare uno strumento utile nella diagnostica oncologica.

Condrosarcoma oculare in un discus Symphisodon awquifasciatus

MAGI, Gian Enrico;ROSSI, Giacomo;RENZONI, Giacomo
2012

Abstract

Il condrosarcoma è un tumore maligno caratterizzato dalla proliferazione neoplastica di condrociti con produzione di matrice condroide e fibrillare ma non di matrice osteoide. Tale neoplasia origina sia dalla cartilagine dello scheletro che dalla cartilagine di tessuti extrascheltrici. Nelle specie animali il condrosarcoma è relativamente raro, descritto prevalentemente nelle ossa piatte di pecore e cani adulti appartenenti a razze di grande taglia. Le forme extrascheletriche sono quelle più rare, difatti sono stati descritti pochi casi nel cane ed un solo caso nel bovino. Le segnalazioni di condrosarcomi in specie ittiche sono sporadiche, finora sono stati riportati due casi: uno nel pesce spatola, Polyodon spathula, con localizzazione craniale ed un altro nel killlifish delle mangrovie, Rivulus marmoratus con localizzazione oculare. Nel presente lavoro viene descritto un caso di condrosarcoma oculare in un discus Symphisodon aequifasciatus adulto. L’animale di sesso maschile, mantenuto da diversi anni in un acquario di comunità, è stato sottoposto a visita clinica per una condizione di buftalmia e di anoressia. Il globo oculare è stato successivamente enucleato e fissato in formalina neutra tamponata al 10% per essere sottoposto ad esame istologico. Una settimana dopo l’intervento chirurgico il pesce è deceduto ed è stato sottoposto ad esame necroscopico. Campioni di branchie, rene, milza, fegato, intestino, gonadi e cervello sono stati anch’essi fissati in formalina tamponata al 10%. Le sezioni dei vari tessuti sono state colorate con ematossilina-eosina, Alcian blue-PAS e blu di toluidina. Sui campioni di tessuto oculare sono stati condotti esami immunoistochmici, secondo la tecnica avidina-biotina-perossidasi, al fine di valutare l’esatta istogenesi della neoplsia impiegando un pannello di anticorpi comprendente pancitocheratina (citocheratina AE1/AE3), vimentina, PCNA, collagene II e SOX-9. Esternamente l’occhio appariva estremamente ingrossato e la porzione caudale presentava una massa solida bianco-giallastra protrundente che interessava la sclera e metà della cornea. Sulla sezione di taglio tale massa si infiltrava e si accresceva all’interno della camera, con occlusione e distensione del corpo vitreo. L’esame necroscopico non metteva in evidenza lesioni a carico degli altri organi. La massa oculare appariva istologicamente caratterizzata dalla presenza di un processo neoplastico a crescita espansiva, infiltrante, non capsulato, che invadeva e occludeva quasi totalmente il corpo vitreo, con compressione sulla lente, costituito principalmente da cellule mesenchimali a morfologia ovoidale-fusata, poco differenziate, ad attività mitotica elevata, presentanti nuclei voluminosi e scarso citoplasma, in arrangiamento solido-compatto. In seno a tali aree erano osservabili foci di differenziazione cartilaginea, composti da condroblasti arrangiati a formare isolotti circondati da matrice amorfa condroide basofila. Le cellule neoplastiche invadevano il circostante tessuto muscolare. Nelle aree a differenziazione cartilaginea la matrice si colorava fortemente con l’Alcian blue ed era metacromatica alla colorazione blu di toluidina. Non si osservavano differenziazione osteoide e localizzazioni metastatiche in altri organi. All’esame immunoistochimico le cellule neoplastiche esprimevano un diffuso immunomarcato positivo per la vimentina mentre erano negative alla citocheratina AE1/AE3 ed esprimevano un elevato indice di proliferazione. L’immunocolorazione per la proteina SOX-9, marker indicativo di natura condrocitaria, risultava positiva sia nelle aree indifferenziate che nelle aree a differenziazione cartilaginea. Il collagne II forniva invece un immunosegnale debole. Il dato istopatologico unito a quello immuoistochmico ha permesso di emettere una diagnosi di condrosaroma oculare a partenza dalla cartilagine della sclera. L’immunocolorazione positiva per SOX-9 osservata in questo caso rappresenta la prima dimostrazione immunoistochimica di SOX-9 in un tessuto di in un teleosteo, pertanto anche nei pesci tale proteina può rappresentare uno strumento utile nella diagnostica oncologica.
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