Il concetto di rete nelle più disparate accezioni e secondo diversificati livelli è oggi un “immagine”, una “metafora” sempre più spesso utilizzata e richiamata. Nel linguaggio, così come in vari campi di ricerca, e in particolare nello studio di sistemi urbani e territoriali, la “rete”, in quanto evocatrice di un immagine di dinamicità e flessibilità, ben si presta a rappresentare sia processi in atto più o meno complessi che caratteri consolidati. Tassello tipico del pettine territoriale della città adriatica e, al tempo stesso, reticolo di centri urbani e insediamenti industriali di piccole e medie dimensioni ma dalle complesse relazioni tra loro e con le più grandi realtà urbane limitrofe è quanto qui si è voluto definire come “città del Tronto”. Un sistema vallivo impostato sul contrapporsi di due testate: il nodo, la centralità della città di Ascoli Piceno, e la linearità ad esso ortogonale della conurbazione costiera. Un sistema complesso il cui fiume, con la sua linearità, ha originato tutte le linearità – naturali e infrastrutturali - che dalla città di Ascoli vanno verso la costa; che, in quanto asse fluviale e risorsa idrica, ha facilitato la nascita nei secoli di diversificati tipi di insediamenti intorno ad esso configurando, appunto, una “città_rete” diffusa. Stanti tali riflessioni, come è possibile oggi indagare, comprendere, comunicare, rappresentare la complessità ma anche il “divenire” degli elementi che caratterizzano questa citta_rete diffusa? Quali le modalità di lettura da attuare per individuarne, di volta in volta, gerarchie, funzioni, qualità e sistemi che ne governano relazioni, attraversamenti e tensioni direzionali? Di fronte a tali configurazioni del territorio diffuso con un suo radicato storico ma al tempo stesso divenuto luogo di intersezioni e relazioni, occorre considerare permanenze e trasformazioni dei modi di rappresentazione e comunicazione da porre in essere. Perché “raccontare” di realtà urbane e territoriali siffatte significa indagarne le relazioni non solo in rapporto alla scala di lettura ma anche secondo un approccio che consideri le dimensioni spazio-temporali poste in atto, intendendo queste ultime come interrelazione tra elementi di un unico complessivo e complesso territorio.

La città del Tronto Modalità di descrizione e conoscenza

MESCHINI, Alessandra
2007

Abstract

Il concetto di rete nelle più disparate accezioni e secondo diversificati livelli è oggi un “immagine”, una “metafora” sempre più spesso utilizzata e richiamata. Nel linguaggio, così come in vari campi di ricerca, e in particolare nello studio di sistemi urbani e territoriali, la “rete”, in quanto evocatrice di un immagine di dinamicità e flessibilità, ben si presta a rappresentare sia processi in atto più o meno complessi che caratteri consolidati. Tassello tipico del pettine territoriale della città adriatica e, al tempo stesso, reticolo di centri urbani e insediamenti industriali di piccole e medie dimensioni ma dalle complesse relazioni tra loro e con le più grandi realtà urbane limitrofe è quanto qui si è voluto definire come “città del Tronto”. Un sistema vallivo impostato sul contrapporsi di due testate: il nodo, la centralità della città di Ascoli Piceno, e la linearità ad esso ortogonale della conurbazione costiera. Un sistema complesso il cui fiume, con la sua linearità, ha originato tutte le linearità – naturali e infrastrutturali - che dalla città di Ascoli vanno verso la costa; che, in quanto asse fluviale e risorsa idrica, ha facilitato la nascita nei secoli di diversificati tipi di insediamenti intorno ad esso configurando, appunto, una “città_rete” diffusa. Stanti tali riflessioni, come è possibile oggi indagare, comprendere, comunicare, rappresentare la complessità ma anche il “divenire” degli elementi che caratterizzano questa citta_rete diffusa? Quali le modalità di lettura da attuare per individuarne, di volta in volta, gerarchie, funzioni, qualità e sistemi che ne governano relazioni, attraversamenti e tensioni direzionali? Di fronte a tali configurazioni del territorio diffuso con un suo radicato storico ma al tempo stesso divenuto luogo di intersezioni e relazioni, occorre considerare permanenze e trasformazioni dei modi di rappresentazione e comunicazione da porre in essere. Perché “raccontare” di realtà urbane e territoriali siffatte significa indagarne le relazioni non solo in rapporto alla scala di lettura ma anche secondo un approccio che consideri le dimensioni spazio-temporali poste in atto, intendendo queste ultime come interrelazione tra elementi di un unico complessivo e complesso territorio.
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