Il comprensorio del Tronto, sin dalla prima metà del XX secolo, è interessato da trend trasformativi puntuali e diffusi, a diverso grado di incisività, tesi a riflettere, in un'area "di margine", i processi di modernizzazione del Paese, talora sovvertendo i modelli di gestione territoriale tradizionali. In questo processo d’innovazione, l’uomo sembra assumere un ruolo di attore, senza però porsi nelle condizioni di guardare ciò che fa. E’ solamente nell’ultimo ventennio che emergono alcune questioni profonde relative al risultato dell’azione trasformatrice provocata dall'attività antropica ed è forte la spinta alla riflessione ed alla ricerca dei nuovi significati che potranno assumere paesaggi come quelli che caratterizzano l’intero bacino del Tronto, estranei ai cataloghi delle grandi emergenze paesistiche ma pregni di una compresenza di componenti della natura e manufatti della cultura. L’attenzione progettuale si rivolge, in particolare, alla pluralità di situazioni ibride, alla ricorrente sovrapposizione tra residui ambienti naturali, tracce di antiche orditure rurali e spazi “quasi urbani”, alla mancata contaminazione tra manufatti contigui con destinazioni e specializzazioni diverse ed a grana variegata, spesso frutto di azioni minute e diffuse di trasformazione incontrollabili e sostanzialmente incontrollate.

Alterità e integrazione

SARGOLINI, Massimo
2005

Abstract

Il comprensorio del Tronto, sin dalla prima metà del XX secolo, è interessato da trend trasformativi puntuali e diffusi, a diverso grado di incisività, tesi a riflettere, in un'area "di margine", i processi di modernizzazione del Paese, talora sovvertendo i modelli di gestione territoriale tradizionali. In questo processo d’innovazione, l’uomo sembra assumere un ruolo di attore, senza però porsi nelle condizioni di guardare ciò che fa. E’ solamente nell’ultimo ventennio che emergono alcune questioni profonde relative al risultato dell’azione trasformatrice provocata dall'attività antropica ed è forte la spinta alla riflessione ed alla ricerca dei nuovi significati che potranno assumere paesaggi come quelli che caratterizzano l’intero bacino del Tronto, estranei ai cataloghi delle grandi emergenze paesistiche ma pregni di una compresenza di componenti della natura e manufatti della cultura. L’attenzione progettuale si rivolge, in particolare, alla pluralità di situazioni ibride, alla ricorrente sovrapposizione tra residui ambienti naturali, tracce di antiche orditure rurali e spazi “quasi urbani”, alla mancata contaminazione tra manufatti contigui con destinazioni e specializzazioni diverse ed a grana variegata, spesso frutto di azioni minute e diffuse di trasformazione incontrollabili e sostanzialmente incontrollate.
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